Un innovativo idrogel sviluppato in Corea del Sud promette di cancellare i danni grazie ai legami dello zolfo e a una lampada ultravioletta
- Ricercatori sudcoreani hanno sviluppato un innovativo idrogel per lenti a contatto morbide capace di autoriparare i graffi tramite la luce UV
- L’esposizione per un’ora a una lampada UV rompe temporaneamente i legami dello zolfo per ricucire la struttura molecolare del materiale danneggiato
- Un secondo polimero applicato sulla superficie protegge la lente dall’accumulo di batteri e riduce l’abrasione mantenendo intatta la trasparenza
- I test di laboratorio hanno dimostrato che la lente resiste alla carta abrasiva perdendo solo il 2% di trasparenza senza perdere flessibilità e idratazione
- La tecnologia promette di aumentare la longevità delle lenti a contatto e ridurre i rifiuti, pur richiedendo ulteriori test prima della commercializzazione
Quante volte vi è capitato di dover buttare via una lente a contatto morbida solo a causa di un fastidioso graffio rimediato durante la manipolazione o a causa di un granello di polvere ribelle. Un gruppo di ricercatori sudcoreani guidati da Jung-Hyun Choi e Byoung-Ki Cho ha finalmente trovato una soluzione geniale pubblicata su ACS Applied Polymer Materials, sviluppando un prototipo in idrogel capace di rimarginare i graffi in appena un’ora di esposizione alla luce UV con una lunghezza d’onda di 365 nanometri.
Il segreto di questa magia tecnologica risiede nell’inserimento di legami disolfuro dinamici all’interno della struttura porosa del polimero. Sotto l’azione dei raggi ultravioletti a temperatura ambiente, gli atomi di zolfo si rompono temporaneamente per legarsi a quelli vicini, riorganizzando la rete molecolare e trasformando un solco profondo in una linea quasi invisibile, superando nettamente i vecchi esperimenti basati sul calore che rischiavano di seccare irreparabilmente la sottile lente.
Una corazza idratata contro i batteri per lenti più longeve e sostenibili
Oltre alle proprietà autoriparanti, la superficie di questo innovativo idrogel è stata protetta da un secondo polimero progettato appositamente per limitare i danni meccanici e bloccare l’adesione di proteine, microrganismi e batteri pericolosi. Questa speciale finitura mantiene la lente estremamente idratata e scivolosa, resistendo brillantemente ai test di abrasione con carta vetrata dove la trasparenza si riduce soltanto del 2%, preservando intatte le performance meccaniche e la flessibilità originaria.
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La possibilità di allungare il ciclo vitale dei dispositivi oculari promette di tagliare drasticamente sia i costi di sostituzione sia la quantità di rifiuti plastici generati quotidianamente. Prima di vedere questo piccolo prodigio chimico nei nostri bagni accanto al liquido di pulizia, serviranno ulteriori test di stabilità e l’approvazione delle autorità regolatorie, ma l’idea di rammendare le lenti usando una comune lampada UV domestica è ormai una concreta realtà scientifica.

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- https://www.greenme.it/scienza-e-tecnologia/innovazioni-e-green-tech/create-lenti-a-contatto-autoriparanti-che-rimuovono-i-graffi-con-appena-unora-di-luce-uv/
- https://pubs.acs.org/aapmcd/article-abstract/8/10/7076/5081700/Room-Temperature-UV-Induced-Self-Healing-Hydrogels?redirectedFrom=fulltext
- https://www.news-medical.net/news/20260623/New-polymer-hydrogel-contact-lenses-heal-scratches-with-UV-light.aspx
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