Un cucciolo bianco adottato dai predatori greci riscrive le regole della convivenza tra specie
- Un cucciolo di cane randagio maschio di circa quattro mesi, completamente bianco, è stato accolto e integrato in un branco di lupi selvatici nella Macedonia Centrale, in Grecia
- Il ricercatore Theodoros Kominos documenta tramite drone come i lupi adulti procurino cibo al cucciolo e lo accompagnino regolarmente alle pozze d’acqua
- Il gruppo scientifico locale conferma l’ottimo stato di salute dell’animale, il quale non mostra alcuna intenzione di abbandonare i suoi insoliti protettori
- Lo stesso branco aveva già tentato l’adozione di un cucciolo nero durante l’inverno precedente, ma il piccolo non era sopravvissuto alle rigide temperature esterne
- Nonostante la rarità degli ibridi naturali dovuta all’ostilità dei lupi, lo studio del DNA in Grecia mostra una crescente interazione legata ai milioni di cani randagi
Mentre la scienza si interroga ancora sulle dinamiche evolutive, nella Macedonia Centrale la natura ha deciso di invertire i ruoli storici con una naturalezza disarmante. Un cucciolo di cane randagio, un maschio dal pelo candido di appena quattro mesi, ha trovato una nuova famiglia decisamente fuori dal comune, venendo adottato da un branco di lupi selvatici. La convivenza prosegue da almeno tre settimane sotto lo sguardo incredulo degli esperti, i quali monitorano una situazione che ribalta secoli di ostilità biologica tra le due specie canine.
Il monitoraggio ravvicinato è coordinato dal biologo Theodoros Kominos, dottorando dell’Università Aristotele di Salonicco, che segue il gruppo di predatori per la sua ricerca sulla fauna locale. I filmati realizzati con il supporto dei droni mostrano una scena quasi surreale, con il piccolo quadrupede che segue la lupa dominante considerandola a tutti gli effetti la propria madre naturale. Il cucciolo viene guidato con pazienza fino a una pozza d’acqua artificiale nata dall’irrigazione dei campi, dove può dissetarsi senza correre alcun rischio.
Droni e cene a base di vitello: i segreti di un’adozione selvaggia che stupisce la scienza
I privilegi del piccolo randagio non si fermano all’idratazione guidata, dato che i lupi si occupano anche del suo costante nutrimento. Gli scienziati hanno filmato il maschio alfa del branco mentre trasportava due grosse ossa di vitello prelevate da uno smaltimento agricolo, lasciandole poi a disposizione del cucciolo. Il gruppo di ricerca Golden Jackal and Wolf in Greece ha confermato che l’animale gode di ottima salute, mostra una pancia decisamente piena e non ha la minima intenzione di scappare.
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La vicenda acquisisce un valore scientifico ancora più profondo se si analizzano i tentativi passati compiuti dallo stesso identico nucleo di lupi. Kominos ha rivelato che durante la stagione invernale il branco aveva già accolto un cucciolo nero, il quale non è però riuscito a superare le rigide temperature e le piogge. L’evento si inserisce nel contesto della Grecia settentrionale, dove l’alto tasso di cani randagi sul territorio favorisce contatti genetici rari, come dimostrato da un recente studio dell’organizzazione Callisto che ha identificato un esemplare ibrido con il 55% di DNA canino.

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