“Congelato e riportato in vita” dopo 5 ore di rianimazione
- Un uomo in Jacuzia si è addormentato su una panchina a circa -20°C ed è stato trovato in condizioni critiche dai passanti
- All’arrivo dei soccorsi risultava senza battito, senza pressione e con attività cardiaca assente
- In ospedale i medici hanno avviato una lunga procedura di riscaldamento graduale per evitare danni agli organi
- Dopo diverse ore di trattamento è tornato un debole battito cardiaco e poi la stabilizzazione dei parametri vitali
- Dopo alcuni giorni di ricovero e osservazione il paziente è stato dimesso in buone condizioni generali
Nella regione russa della Jacuzia, una delle aree più fredde del pianeta, un uomo è stato trovato privo di sensi dopo essersi addormentato su una panchina all’aperto. Le temperature notturne avevano raggiunto circa -20°C, condizioni già di per sé pericolose per l’esposizione prolungata. Secondo le informazioni disponibili, l’uomo stava tornando a casa nella città di Mirny dopo una serata fuori quando, stanco, ha deciso di fermarsi all’esterno.
Non è chiaro se fosse in stato di ebbrezza, ma il risultato è stato drammatico: il sonno si è trasformato rapidamente in una situazione di ipotermia estrema. Quando i passanti lo hanno notato, hanno immediatamente allertato i soccorsi. Al loro arrivo, però, le condizioni erano già critiche: nessun battito rilevabile, pressione assente e attività cardiaca piatta.
Il trasferimento in ospedale e l’inizio della procedura di “riscaldamento controllato”
Una volta trasportato in ospedale, il paziente è stato affidato a un’équipe specializzata guidata dall’anestesista Dmitry Bosikov. La priorità non era solo rianimarlo, ma evitare danni ulteriori causati dal riscaldamento troppo rapido, che può compromettere la microcircolazione e provocare gravi complicazioni agli organi vitali.
Per questo motivo i medici hanno avviato una procedura graduale di riscaldamento controllato, facendo salire la temperatura corporea lentamente da circa 24°C fino a 34°C nell’arco di diverse ore. L’obiettivo era riportare il corpo a condizioni compatibili con una ripresa delle funzioni vitali senza shock improvvisi. Solo dopo questo processo è stato possibile iniziare la rianimazione cardiopolmonare avanzata.
Il ritorno del battito dopo ore di assenza di segni vitali
Dopo circa 25 minuti di manovre intensive, i medici hanno registrato il primo segnale positivo: un battito cardiaco debole ma presente. Si è trattato del primo passo verso una ripresa progressiva delle funzioni vitali. Il processo complessivo ha richiesto oltre cinque ore e mezza di intervento continuo, al termine delle quali i parametri sono risultati stabili. Nonostante il miglioramento, l’uomo è stato mantenuto in coma indotto per un giorno per monitorare la risposta dell’organismo.
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Il giorno successivo il paziente ha ripreso conoscenza e gli esami hanno confermato che organi fondamentali come reni e sistema cardiocircolatorio non avevano subito danni permanenti. Dopo circa cinque giorni di osservazione e cure, è stato dimesso dall’ospedale in condizioni considerate buone. Il caso resta un esempio estremo delle conseguenze dell’esposizione al freddo intenso e dell’efficacia della rianimazione in condizioni di ipotermia profonda.

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- https://www.odditycentral.com/news/doctors-thaw-man-back-to-life-after-falling-asleep-on-a-bench-in-russias-coldest-region.html
- https://www.express.co.uk/news/world/2193788/frozen-dead-drunk-man-brought
- https://english.ratopati.com/story/59462/miraculous-rebirth-of-man-frozen-at-minus-20-degrees
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