Un esercito di quasi 2.000 papere schierato per salvare i vigneti dagli insetti infestanti

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Un esercito di quasi 2.000 papere schierato per salvare i vigneti dagli insetti infestanti

| 01/07/2020
Un esercito di quasi 2.000 papere schierato per salvare i vigneti dagli insetti infestanti

Tremate tremate: le papere son tornate.

  • Il Vergenoegd Löw Wine Estate si trova in Sud Africa ed è una cantina di lunga tradizione
  • Dagli anni Ottanta ha deciso di eliminare l’uso dei pesticidi
  • Per debellare gli insetti infestanti dai vigneti usa invece le papere
  • In zona è diventata famosa la “Duck Parade”, la sfilata delle papere che vanno al “lavoro”
  • Nessuna papera viene poi mangiata, muoiono tutte di vecchiaia

 

Tutti sappiamo quanto i pesticidi chimici siano devastanti per l’ambiente. Ma chi coltiva la terra ha bisogno di difendersi dai parassiti infestanti, giusto? Certo: ma esistono metodi alternativi ai pesticidi, altrettanto efficaci e maggiormente eco sostenibili. Ad esempio, le papere. Non ci credi? Questo vuol dire che non hai mai sentito parlare di un’azienda produttrice di vini del Sud Africa che si chiama Vergenoegd Löw Wine Estate.

Al termine di questo articolo dovresti assolutamente correre a comprare una bottiglia di “Runner Duck”. La cantina, infatti, non poteva non dedicare una delle sue etichette alle collaboratrici più preziose per la coltivazione dei vigneti: le papere. Sono quasi 2000 (per l’esattezza, 1600) e ogni giorno vengono lasciate libere di muoversi tra i filari di viti per nutrirsi. I loro alimenti preferiti sono lumache e larve.

Queti pennuti con i piedi palmati mangiano e, di conseguenza, defecano. Anche questo fa bene ai vigneti, che vengono concimati in modo del tutto naturale. La giornata di lavoro ha inizio alle ore 7:00 del mattino con la famigerata “Duck Parade”. Vederle lanciarsi in mezzo ai pampini con la loro andatura ondeggiante è uno spettacolo unico. Le oche intanto le sorvegliano. Sì, perché le papere sono delle vere fifone, mentre le oche le difendono dai predatori, come le manguste.

Non mangeremmo mai un nostro collega

Questa papere, qualunque malignità tu stia pensando, muoiono tutte rigorosamente di vecchiaia. “Voi mangereste un vostro collega?” chiede inorridito Gavin Moyes, manager dalla cantina, a chi gli chiede se ogni tanto un pennuto non finisca in pentola. Le papere hanno persino le ferie: durante la vendemmia vengono lasciate scorrazzare altrove, perché altrimenti addio begli acini maturi, e addio vino.

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Sembra che la collaborazione con le papere funzioni alla perfezione fin dagli anni Ottanta. Un primo esperimento di “pesticida su due zampe” era stato tentato con le galline, ma non era andato a buon fine. Le papere, invece, si sono dimostrate le candidate ideali, e sono diventate pure un’attrazione per chi visita il vigneto. Chissà se non disdegnino un goccetto di vino: noi quel “Runner Duck” lo proveremmo volentieri. Per sostenere la  Vergenoegd Löw Wine Estate e il suo impegno ambientale, s’intende!

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