Costruisce una pista d’atterraggio per UFO: “Loro mi hanno detto di farlo”

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Costruisce una pista d’atterraggio per UFO: “Loro mi hanno detto di farlo”

| 20/11/2020
Costruisce una pista d’atterraggio per UFO: “Loro mi hanno detto di farlo”
Fonte: Twitter

Un’impresa quasi biblica

  • Nel 2008 Werner Jaisli disse di aver avuto un incontro ravvicinato
  • Gli alieni gli avevano chiesto di costruire uno spazioporto per loro
  • Lui obbedì, e costruì quanto richiesto in Argentina
  • Oggi quel luogo è soprattutto un’attrazione turistica
  • E del signor Jaisli si sono perse le tracce

 

Il deserto di Salta, a Forte Alto, è diventato famoso in tutto il mondo per via dei numerosi e misteriosi avvistamenti che hanno scosso le coscienze degli innumerevoli interessati ai fenomeni sovrannaturali. Werner Jaisli compreso. Non è ben chiaro cosa l’abbia attirato la notte di quel 24 novembre 2008 ma pare sia stata la notte in cui “tutto è cambiato”.

“Ero lì, al Forte Alto, durante la mezzanotte del 24 novembre 2008. All’improvviso, tutto è taciuto e l’elettricità è stata interrotta”, ha raccontato l’uomo ai giornalisti alcuni anni fa. “In quel momento due oggetti luminosi avanzarono di circa 200 metri sopra il fiume Calchaquí. Erano solidi, circolari e avevano il colore del metallo brunito”.

“Si trovavano a circa 100 metri sopra le nostre teste e proiettavano un potente fascio di luce. La cosa strana è che questa luce straordinaria non ha influenzato la nostra visione. In quel momento qualcosa cominciò a ribollire nel mio cervello: era un ordine. Mi hanno chiesto telepaticamente di costruire un porto per UFO.

L’esecuzione

A poco meno di cinque chilometri dalla città di Cachi ha iniziato così a svettare un grande motivo a stella, con ben 36 punte ed un diametro di 48 metri. L’ovniporto, con una stella più piccola al centro, è composto da una miriade di pietre bianche raccolte una ad una dalle vicine montagne. Le altre stelle più piccole, composte da rocce più scure, servono a creare un mirabolante disegno-richiamo per alieni.

Dopo il completamento dell’ovniporto di Warner si son perse le tracce. Qualche anno dopo pare sia stato arrestato dopo aver borseggiato una coppia di turisti in un bed & breakfast di Cachi. A smascherare l’uomo le telecamere della sorveglianza dell’albergo. Non poteva essere altri che lui ad aver derubato i turisti, considerando che Warner era probabilmente l’unico in tutto il villaggio ad andare in giro con una lunga barba bianca e le vesti di un druido.

Dell’eccentrico signor Jaisli non si è saputo più nulla nel tempo che intercorse tra la sua scarcerazione ed una foto che lo immortala in un bar di Cochabamba, in Bolivia. L’uomo, immortalato dal fotografo francese Etienne Jeanneret, pare abbia raccontato di aver lasciato l’Argentina per il sentimento di persecuzione che lo attanagliava.

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Pare però che Warner non abbia mai fatto allusione alla possibilità di costruire un nuovo ovniporto. Forse per gli alieni uno basta e avanza. Dopotutto, almeno per il momento, non è che si siano fatti vedere poi tanto spesso. I turisti però sono contenti così, durante i loro lungi pellegrinaggi in Argentina. Aspettiamo fiduciosi con il naso all’insù: magari prima o poi qualcosa arriverà.

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