La pubblicità nei sogni presto potrebbe essere realtà: ecco come

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La pubblicità nei sogni presto potrebbe essere realtà: ecco come

| 19/06/2022
Fonte: Pixabay

Indurre le persone a sognare prodotti pubblicitari è davvero possibile?

  • Alcune multinazionali stanno valutando la possibilità di “trasmettere” le pubblicità dei propri prodotti nei nostri sogni
  • Secondo un esperto di scienze cognitive, le persone sono particolarmente suggestionabili durante il sonno
  • Per orientare i nostri sogni su un certo tema, basta esercitare delle sollecitazioni esterne durante la fase REM
  • L’azienda Coor ha realizzato un esperimento decisamente discutibile
  • Con una peculiare tecnica, è riuscita a iniettare la pubblicità nei sogni dei partecipanti

 

Se pensate che ormai la pubblicità sia ovunque, potreste dovervi ricredere. Infatti, i consigli per gli acquisti potrebbero ben presto colonizzare persino i nostri sogni. O almeno, questo è l’intento della multinazionale della birra Coors. L’azienda, infatti, ha partecipato a uno studio insieme a Burger King e a Xbox, con l’obiettivo di capire se fosse possibile “mandare in onda” degli spot pubblicitari durante il riposo delle persone. Del resto, è ormai noto come stimoli esterni, tra cui suoni, odori, luci e dialoghi, siano in grado di influenzare i sogni di un individuo durante la fase REM.

Così, grazie agli strumenti disponibili che permettono di capire con estrema precisione quando chi dorme sta attraversando questa fase, il tutto diventa un gioco da ragazzi. Adam Haar, docente di scienze cognitive presso il MIT, lo ha confermato: “Le persone sono particolarmente sensibili alle suggestioni quando dormono“. Non a caso, il ricercatore ha messo a punto un particolare guanto in grado di monitorare il sonno delle persone e indirizzarlo su tematiche specifiche mediante dei suggerimenti vocali.

Un esperimento discutibile

La straordinaria invenzione di Haar non è certo passata inosservata: grandi colossi, come la Microsoft e alcune compagnie aeree, infatti, hanno manifestato il proprio interesse, chiedendo al professore delle specifiche consulenze sull’argomento. Per ora, però, lo scienziato ha dichiarato che lavorare su questo versante lo metterebbe a disagio.

Nel frattempo, le aziende stanno sperimentando altre modalità per colonizzare i nostri sogni. Dopo aver partecipato allo studio, infatti, Coors ha condotto un peculiare esperimento. Alcune persone sono state accolte in un ampio salone e invitate ad indossare delle apparecchiature per il monitoraggio dell’attività cerebrale. Dopodiché, sono state fatte sedere su una poltrona, davanti a uno schermo su cui sono state trasmesse delle immagini pubblicitarie.

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I suoni e le immagini riprodotte sullo schermo avevano l’effetto di stimolare il sonno: i prodotti dell’azienda si alternavano a paesaggi naturali e melodie rilassanti. Stando alla testimonianza dei partecipanti al test, il loro riposo è stato popolato da sogni pieni di riferimenti a Coors. Un risultato un pelino inquietante, non trovate?!

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