Rischia fino a 8 anni di carcere per aver ordinato centinaia di pizze a indirizzi casuali

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Rischia fino a 8 anni di carcere per aver ordinato centinaia di pizze a indirizzi casuali

| 21/10/2026
Fonte: Pexels

La bravata di un giovane hacker della pizza si trasforma in un caso giudiziario

  • Un giovane polacco di 23 anni di Szczecin è stato arrestato dall’Ufficio Centrale per la Lotta al Crimine Informatico per aver ordinato centinaia di pizze a indirizzi casuali
  • Le ordinazioni contenevano dati personali riservati e minacce gravi come rapimenti, incendi ai luoghi di lavoro e incidenti stradali per tormentare le vittime
  • La folle campagna di ordini ha colpito diverse città polacche tra cui Varsavia, Cracovia e Wrocław, causando ingenti perdite economiche alle pizzerie locali
  • Tra gli episodi contestati spicca un maxi ordine da 300 pizze per un valore complessivo superiore a 37.000 zloty pari a circa 10.000 dollari
  • La perquisizione domiciliare della polizia ha permesso di sequestrare dispositivi e supporti informatici, mentre il movente resta ancora da chiarire dagli inquirenti

 

Pensava di fare una bravata esilarante senza subire conseguenze, ma il conto da pagare rischia di essere astronomico e decisamente poco digeribile. Un ragazzo polacco di 23 anni residente a Szczecin è finito nel mirino dell’Ufficio Centrale per la Lotta al Crimine Informatico con accuse pesantissime che includono stalking, frode d’identità e danni finanziari ingenti ai danni di svariate aziende locali. Invece dei soliti scherzi telefonici goliardici, il protagonista ha orchestrato una campagna mirata ordinando centinaia di pizze a indirizzi del tutto casuali sparsi nel Paese, senza che i destinatari sapessero nulla.

La situazione è rapidamente degenerata da semplice fastidio gastronomico a incubo giudiziario a causa dei contenuti associati agli ordini. I messaggi contenevano infatti informazioni dettagliate e riservate sulle vittime, accessibili solo a cerchie ristrette, accompagnate da minacce gravissime come il rapimento di minori, incendi dolosi ai luoghi di lavoro e incidenti stradali provocati di proposito. Oltre alla concentrazione di consegne a Szczecin, i ristoranti di grandi città come Varsavia, Cracovia e Wrocław sono stati sommersi da richieste fraudolente che hanno mandato in tilt i locali, anche se alcune pizzerie hanno rifiutato o annullato i carichi più anomali per impossibilità organizzativa.

Il maxi ordine da 3000 pizze e il sequestro dei dispositivi informatici degli inquirenti

La portata economica della trovata criminale ha raggiunto vette surreali quando il sospettato ha commissionato la bellezza di 300 pizze per un controvalore monstre superiore a 37.000 zloty, equivalenti a circa 10.000 dollari. Di fronte al caos generato e alle perdite economiche accumulate dai ristoratori per la preparazione impossibile di simili volumi, le autorità della polizia municipale e informatica hanno fatto irruzione nell’abitazione del ventitreenne.

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Durante il blitz sono stati sequestrati tutti i dispositivi elettronici e i supporti di memorizzazione ritenuti gli strumenti materiali del reato informatico. Attualmente, se le accuse formali dovessero trovare riscontro in tribunale, il giovane rischia di trascorrere fino a 8 anni dietro le sbarre per le sue scorribande digitali. Nel frattempo, gli investigatori continuano a scavare per comprendere quale folle movente possa aver spinto l’autore a scatenare una simile persecuzione telematica e gastronomica in tutto il territorio nazionale.

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