La scienza conferma: felini e umani condividono la stessa atrofia cerebrale
- Ricercatori dell’Università di Auburn hanno analizzato quasi quattromila felini per equiparare l’invecchiamento tra gatti ed esseri umani
- Lo studio dimostra che entrambe le specie affrontano percorsi paralleli di declino cognitivo, perdite di memoria e atrofia cerebrale
- L’allineamento dell’età evidenzia come un felino domestico di quindici anni corrisponda a un individuo umano di ottant’anni
- I gatti domestici vivono più a lungo delle specie selvatiche affini, rispecchiando la maggior longevità dell’uomo rispetto alle grandi scimmie
- I dati mostrano uno sviluppo non lineare, dove i primi mesi di vita del gatto equivalgono a grandi balzi nelle fasi di crescita umane
Se pensavate che il vostro micio anziano fosse solo un po’ pigro o lunatico, la scienza ha una spiegazione molto più strutturata da offrirvi. Un team di studiosi del Dipartimento di Anatomia, Fisiologia e Farmacologia della Facoltà di Medicina Veterinaria presso l’Università di Auburn negli Stati Uniti ha condotto un’indagine approfondita. Analizzando un campione di 3754 animali da zoo, colonie e appartamenti, i ricercatori hanno monitorato i profili ematochimici e la variabilità cerebrale legata all’avanzare dell’età.
I risultati hanno confermato che la mente di un felino e quella di un essere umano affrontano percorsi di invecchiamento sorprendentemente speculari. Entrambe le specie sono infatti soggette a fenomeni di neurodegenerazione e atrofia cerebrale, manifestando declino della memoria, perdita di lucidità e malattie geriatriche con il passare del tempo. Dallo studio emerge un parallelismo matematico ben preciso: un gatto di 15 anni equivale a un umano di 80, spiegando come mai il vostro compagno a quattro zampe preferisca dormire sul divano anziché rincorrere i topi.
Dalla crescita a scatti alla longevità da record rispetto ai parenti selvatici
Comprendere come invecchiano i nostri amici pelosi significa anche fare i conti con uno sviluppo biologico che procede letteralmente a scatti. Secondo i parametri elaborati dagli scienziati americani, un gatto appena nato corrisponde a un umano a 40 settimane dal concepimento, mentre sei mesi di vita felina equivalgono già al primo decennio di vita di una persona. I grafici mostrano una relazione complessa tra la velocità di crescita iniziale e il successivo decadimento cognitivo della vecchiaia.
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Un altro elemento affascinante emerso dalla ricerca riguarda l’aspettativa di vita complessiva. Esattamente come accade a noi rispetto ai nostri cugini primati, il gatto domestico raggiunge una durata massima di 30 anni, superando di gran lunga i 19 anni toccati dal gatto selvatico. Noi umani vantiamo un limite massimo di 122,5 anni, quasi il doppio rispetto ai 68 anni registrati dagli scimpanzé. Gli animali che vivono in casa vengono studiati a età più avanzate e mostrano una maggiore atrofia, dimostrando che la vita comoda allunga la vita ma non risparmia gli acciacchi.

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- https://journals.biologists.com/bio/article/15/6/bio062604/372023/Cat-brains-age-like-humans-translating-time-shows?guestAccessKey=
- https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12324510/
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