I cani evitano davvero le persone cattive: lo studio

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I cani evitano davvero le persone cattive: lo studio

| 02/07/2022
Fonte: Pexels

Secondo uno studio i cani riescono a rilevare i pensieri negativi e stanno alla larga dalle persone cattive

  • Uno studio ha osservato le interazioni tra i cani, i proprietari e alcuni soggetti esterni
  • Questi – chiamati “sperimentatori” – potevano aiutare o meno i padroncini dei pelosetti ad aprire un barattolo
  • Alla fine offrivano ai cuccioli un biscottino per “addolcirli”
  • I cani hanno accettato i biscottini solo dagli sperimentatori “collaborativi”
  • Lo studio ha dimostrato quanto i cani siano in grado di percepire le reali intenzioni delle persone
Il sesto senso, o meglio, l’intuizione, è una preziosa risorsa che la nostra mente mette in atto in presenza di situazioni particolari. Ciò accade, ad esempio, quando riceviamo stimoli ambigui e contrastanti che spesso non cogliamo del tutto a livello conscio. Ci permette di capire rapidamente chi abbiamo davanti e di comportarci di conseguenza. Secondo un recente studio, anche i cani possiedono questa “caratteristica”.
La ricerca condotta dalla Kyoto University, ha voluto osservare le interazioni tra i migliori amici dell’uomo, i relativi proprietari e alcuni soggetti esterni, chiamati sperimentatori, dagli atteggiamenti variabili. 54 pelosetti da appartamento sono stati suddivisi in tre gruppi con i rispettivi proprietari e sperimentatori assegnati. A ciascun gruppo è stato chiesto di mettere in pratica una azione in qualità di aiutante, non aiutante e di controllo.

I cani hanno accettato i biscottini solo dagli sperimentatori “collaborativi”

In tutti i casi i proprietari fingevano di avere difficoltà nell’aprire un barattolo di vetro. Il primo gruppo è stato “aiutato” a farlo dagli sperimentatori. Nel secondo gruppo questi ultimi negavano insistentemente la propria cooperazione. Nel terzo invece nessuna richiesta di aiuto veniva avanzata dai proprietari. Inoltre, era presente uno sperimentatore neutrale che assisteva semplicemente allo svolgimento della ricerca. Alla fine, quest’ultimo insieme ad ogni sperimentatore doveva dare ai cani dei biscottini.

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I cuccioli hanno accettato di buongrado gli snack offerti dallo sperimentatore neutrale, ma hanno evitato gli sperimentatori non collaborativi. I risultati dello studio sono una dimostrazione di quanto i nostri amici a quattro zampe siano in grado di percepire le emozioni e le reali intenzioni delle persone. Inoltre, ha dimostrato quanto forte e profondo sia il legame che si crea tra un cane e la sua famiglia. I ricercatori parlano, infatti, di una “società collaborativa”, sistema condiviso dagli esseri umani, ma anche dai cani e dai primati. Il cane non è perciò solamente un animale di compagnia, ma parte integrante del nucleo familiare.

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