Squalo di 5 metri ritrovato in un parco acquatico chiuso nel 2012 [+VIDEO]

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Squalo di 5 metri ritrovato in un parco acquatico chiuso nel 2012 [+VIDEO]

| 10/06/2021

Uno Youtuber ha scoperto uno squalo imbalsamato negli anni ’90, abbandonato in un parco acquatico chiuso nel 2012

  • Uno squalo di 5 metri è stato catturato e imbalsamato nel 1998
  • Abitava all’interno di una teca di un parco acquatico australiano
  • Nel 2012 il parco acquatico ha chiuso e lo squalo è stato abbandonato
  • Nel 2018 uno youtuber ha pubblicato un video dove mostra lo squalo dimenticato all’interno del parco
  • Dei vandali sono entrati provando ad aprire la teca
  • Il corpo del fossile è andato in decomposizione
  • È stata avviata una raccolta fondi per cercare di ripristinare il corpo dell’animale imbalsamato

 

Si chiamava Rosie ed era uno squalo imbalsamato, catturato nel 1998 nel sud dell’Australia per “attrarre i visitatori” di mostre, parchi e musei. Infatti il grosso squalo “ha vissuto” per diversi anni all’interno del parco acquatico australiano Wildlife Wonderland. Tuttavia, quando nel 2012 il parco è fallito e ha dovuto chiudere, dello squalo Rosie non si è saputo più nulla fino al 2018. Quell’anno, un giovane influencer australiano, Lukie Mc, ha postato un video su Youtube in cui mostrava l’animale abbandonato all’interno del parco, ormai chiuso da anni. Lo squalo era rimasto in uno stato di conservazione quasi perfetto, in quanto dopo la cattura non era stato sviscerato.

Se da un lato il video pubblicato da Lukie, ha portato alla luce la triste storia dello squalo Rosie, dall’altro ha attirato l’attenzione di diversi “cacciatori” di souvenir. Infatti, dei vandali, si sono intrufolati all’interno del parco abbandonato, servendosi di due pennelli per provocare una piccola frattura alla teca dello squalo. Il liquido necessario al mantenimento dello stato di conservazione dell’animale, è così evaporato, lasciando scoperto il dorso del fossile. Negli anni, la teca si è riempita di spazzatura e il corpo imbalsamato dello squalo Rosie ha subito vari danni.

La raccolta fondi per “salvare” lo squalo Rosie

Per contribuire al ripristino dell’animale imbalsamato, è stata lanciata la raccolta fondi “Save Rosie the Shark”. La campagna è stata ampiamente pubblicizzata in Australia tramite canali Tv e social media. Si stimano danni al corpo dello squalo attorno ai 100.000 dollari. Chiunque può partecipare alla raccolta, e gli organizzatori hanno assicurato che i fondi saranno interamente devoluti al “salvataggio” del fossile. Le offerte rimanenti, andranno nelle casse della Australian Animal Rescue per la conservazione degli squali.

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Alcuni volontari hanno ripulito la teca dello squalo Rosie dai rifiuti e dalla ghiaia. Si sono messi a lavoro per rimuovere tutti i residui di formaldeide, riparare la vasca e riverniciarla dentro e fuori. Alcuni esperti, invece, sono al lavoro per verificare l’effettivo stato di conservazione della creatura.

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