Alberi di peni e streghe ladre di falli: stregoneria e lussuria nel Medioevo

streghe ladre di peni
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La questione pene, per i maschietti, pare sia un argomento piuttosto sensibile.

Giustamente, affermerete. Quindi, chi si sente particolarmente suggestionabile all’idea di peni non saldamente ancorati ai corpi di appartenenza, farebbe meglio a fare un bel respiro. Ma vogliamo rassicurarvi affermando che tale preoccupazione particolarmente virile non dipende da voi quanto probabilmente da biologia e questioni culturali. Da tempo immemore, infatti, gli uomini si sono preoccupati in modo quasi irrazionale delle minacce percepite ai loro peni. Molto prima che nell’aria aleggiasse l’angoscia della castrazione, vi era qualcosa di molto più sinistro: il mito delle streghe che rubavano i falli ancora in movimento, neanche fossero tonni appena pescati, smembrandoli o tenendoli in gabbia alla stregua di animali domestici.

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Esatto. Perché accontentarsi di un tradizionale gatto nero o di un bel gufo? O almeno, nel Medioevo vi era chi ci credeva. Secondo una guida del XV secolo atta a scoprire e sradicare la stregoneria, vi era scritto che le streghe erano in grado di far svanire i peni, e alcuni addirittura li tenevano nei nidi e li nutrivano di avena. Questo potrà strapparvi una risata ma portò a numerose morti atroci. Vediamo come mai.

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