Titanic: la passeggera che si rifiutò di salire sulla scialuppa di salvataggio pur di non abbandonare il suo cane

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Titanic: la passeggera che si rifiutò di salire sulla scialuppa di salvataggio pur di non abbandonare il suo cane

| 14/07/2021

Durante la tragedia del Titanic del 1912 una passeggera di prima classe non salì sulla scialuppa di salvataggio per non abbandonare il suo cane

  • Il Titanic affondò nel 1912 dopo l’impatto con un iceberg
  • A bordo c’erano anche Ann Elizabeth Isham e il suo cane
  • La passeggera di prima classe salì sulla scialuppa di salvataggio
  • In seguito si pentì e tornò sul Titanic a prendere il suo cane
  • All’animale non era permesso salire a bordo della scialuppa
  • I due morirono assiderati nell’Oceano Atlantico

 

Un esempio di amicizia, coraggio e fedeltà che sfida ogni legge stabilita dall’essere umano. È la storia di Ann Elizabeth Isham, la passeggera di prima classe che non salì sulla scialuppa di salvataggio del Titanic per non abbandonare il suo cane. Così dopo la romantica storia di Jack e Rose in grado di superare differenze sociali e culturali, c’è la prova d’amore di Ann e il suo cane al quale non era permesso di occupare un posto sulla scialuppa come gli esseri umani.

Ann Elizabeth era la figlia di Edward Swift Isham, un avvocato di Chicago, città dove trascorse gran parte della sua infanzia. Tuttavia, passò gli ultimi anni della sua vita a Parigi, da dove partì per Liverpool per prendere la nave che l’avrebbe portata a New York dove avrebbe trascorso l’estate con uno dei suoi fratelli. Secondo il New York Times, Isham fu una dei quattro passeggeri di prima classe (gruppo che aveva la priorità nel salvarsi) che morirono in seguito all’affondamento del Titanic.

Portare un cane a bordo del Titanic era un privilegio concesso solo ai passeggeri di prima classe

Lo scrittore Malcolm Croft nel suo libro, “Super Dogs: Hearts-warming Adventures of the World’s Greatest Dogs”, racconta che Ann era seduta su una delle scialuppe di salvataggio pronta per essere messa in mare ed allontanarsi dal pericolo. Ma ad un certo punto la donna decise di tornare sul Titanic a prendere il suo alano. In seguito non le fu più permesso di salire con il cane a bordo della scialuppa. Tre giorni dopo il naufragio, diverse imbarcazioni tornarono ad ispezionare il luogo dove morirono 1.317 persone, tra cui Anne e il suo cane.

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Alcuni testimoni hanno riportato che tra i corpi trovati nell’Oceano Atlantico ci fosse quello di una donna che stava abbracciando il collo di un cane. Portare un animale a bordo del Titanic era un segno di privilegio, infatti era permesso solo ai passeggeri di prima classe. Secondo una mostra alla Widener University Art Gallery in Pennsylvania realizzata nel 2012, furono 12 i cani che viaggiarono a bordo del Titanic nel 1912. Tuttavia, c’è la possibilità che anche altri passeggeri portarono di nascosto a bordo, i loro fedeli amici a quattro zampe.

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