Si può tradurre il miagolio? La scienza risponde di sì

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Si può tradurre il miagolio? La scienza risponde di sì

| 08/06/2021
Fonte: Pixabay

Tradurre un miagolio in linguaggio umano è possibile: lo dice la scienza

  • Un gruppo di ricerca della Lund University ha avviato il progetto Meowsic
  • Il suo obiettivo? Tradurre il miagolio felino in linguaggio umano
  • Allo studio partecipano linguisti e zoologi che vogliono capire come il micio esprima emozioni e desideri anche attraverso l’intonazione
  • Tra gli interrogativi più affascinanti c’è l’ipotesi che anche i gatti abbiano un loro dialetto
  • Il progetto ha messo in luce tantissimi tipi di miagolii diversi, con tanto di pronuncia da nativo

 

Capire cosa il nostro amato felino desidera non è un problema per chiunque condivida la vita con un quattro zampe. I meno pratici, però, possono avere qualche difficoltà a tradurre il miagolio del gatto. In loro soccorso sono arrivati gli studiosi della Lund University.

Un team di zoologi e linguisti svedesi, infatti, ha dato avvio a un peculiare progetto chiamato Meowsic. In cosa consiste l’affascinante ricerca degli studiosi? Gli esperti sono alla ricerca dei significati dei differenti miagolii, distinti per intonazione. Inoltre, si chiedono se anche i mici possano “parlare” dialetti diversi a seconda della loro zona di residenza.

Dimmi come miagoli e ti dirò cosa vuoi

Tutto è partito da un comune interrogativo della linguista e capo ricercatrice Suzanne Schötz. La studiosa, infatti, ha raccontato: “I miei gatti emettono suoni diversi quando sono tristi rispetto a quando sono allegri. Sembra che i gatti riescano a cambiare l’intonazione o la melodia della loro voce in maniera cosciente, forse per mandare un determinato messaggio oppure per comunicare una specifica emozione“.

Del resto, è cosa piuttosto nota che i quattro zampe emettano suoni diversi a seconda di ciò che desiderano comunicare. Basti pensare al miagolio di un gatto affamato o a quello di un micio arrabbiato, non certo difficili da tradurre. L’affascinante studio, però, punta anche a confrontare il modo di esprimersi degli esseri umani e quello dei felini. L’obiettivo, infatti, è di trovare eventuali punti in comune.

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La ricerca è ancora in fase di perfezionamento. Gli scienziati, però, hanno già individuato numerosi miagolii diversi di cui i mici si servono per comunicare. Accanto alla loro traduzione, non manca la trascrizione fonetica, ovvero il modo in cui questi suoni si pronunciano per essere considerati dei veri e propri madrelingua felini. Tra questi non mancano fusa, trilli, cinguettii e gemiti. E voi, quanti miagolii credete di saper tradurre?

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