Trucchi per la felicità: come indurre il tuo cervello a gioire secondo la scienza

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Trucchi per la felicità: come indurre il tuo cervello a gioire secondo la scienza

| 03/04/2021
Trucchi per la felicità: come indurre il tuo cervello a gioire secondo la scienza

Trucchi per la felicità: anche il cervello può essere allenato, come i muscoli

  • Secondo un gruppo di studiosi, l’uomo può imparare ad essere felice
  • In fondo, la felicità non è altro che la risposta ad una serie di schemi neuronali
  • Così si può allenare il cervello attraverso diversi trucchi per la felicità
  • Le tecniche da adottare sono spiegate nella rivista Frontiers in Psychology
  • Uniscono filosofia occidentale e orientale

 

Siamo abituati a credere che gli stati d’animo siano qualcosa di indipendente da noi, ma non è così. Secondo un gruppo di ricercatori, guidati dall’italiano Nicola De Pisapia dell’Università di Trento, possiamo allenare il nostro cervello ad essere felice. I trucchi per la felicità non sono tutto sommato astrusi, ma metterli in pratica richiede un’enorme disciplina.

Così come viene diffusamente spiegato nella prestigiosa rivista Frontiers in Psychologyla felicità non è altro che la riposta del cervello ad una serie di pattern neuronali. Noi stessi possiamo creare questi pattern, attraverso la pratica della mindfulness. Mindfulness vuol dire essere sempre presenti a se stessi, in spirito e corpo, avere cioè piena consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacità.

I trucchi per la felicità che possiamo adottare tutti noi

La ricerca della felicità, detta in altri termini, non va eseguita fuori da noi. Nessun oggetto, nessun traguardo può darci quella sensazione di benessere che deriva solo dalla pienezza di sé. Facile a dirsi: l’arte della felicità, come la chiamano i ricercatori, richiede un duro allenamento. In programma ci sono due fine settimana presso il Lama Tzong Khapa Institute di cultura tibetana che si trova a Pomaia.

Le esercitazioni di meditazione uniscono principi propri della filosofia occidentale e delle religioni orientali come il buddismo. Spingono il soggetto a concentrarsi sull’accettazione di sé e degli altri, in modo tale che vi sia un totale appagamento dei sensi e il raggiungimento della felicità. La felicità non è soddisfazione, precisano i ricercatori, ma qualcosa di più profondo che non può essere turbato da eventi esterni.

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Troppo spesso, ha osservato il dottor De Pisapia, si collega il concetto di felicità a patologie o disturbi mentali. Viceversa, l’obiettivo di questo nuovo studio è dare a persone sane l’opportunità di lavorare su se stesse per sviluppare la felicità autentica, non l’edonismo o la felicità apparente. Altro aspetto interessante, i trucchi per la felicità sono alla portata di tutti: e ciò vuol dire che essere felici, o meno, dipende solo da noi.

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