“L’urlo” di Munch sta perdendo il suo colore originale, i ricercatori lanciano l’allarme

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“L’urlo” di Munch sta perdendo il suo colore originale, i ricercatori lanciano l’allarme

| 21/05/2020
“L’urlo” di Munch sta perdendo il suo colore originale, i ricercatori lanciano l’allarme

“L’urlo” di Munch, un quadro dalla vita difficile

  • Tutti conoscono il dipinto più celebre di Edward Munch, “L’urlo”: le ultime ricerche hanno accertato come i colori siano sempre più sbiaditi
  • L’indagine è stata condotta da un team di ricercatori del CNR: il dipinto è fruibile solo da pochissimi fortunati
  • Dopo il furto rocambolesco, “L’urlo” si trova a Oslo, presso la galleria nazionale: ora si conoscono meglio le condizioni in cui esporlo

Forse si può finalmente dare la giusta interpretazione a uno dei dipinti più famosi del mondo. Stiamo parlando de “L’urlo” di Edward Munch, pittore norvegese che ha dato il meglio di sé con questo volto enigmatico e spaventato. Un team di ricercatori guidati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche ha lanciato l’allarme, il quadro sta perdendo colore sempre più e non si può fare finta di niente.

In poche parole, l’opera è sbiadita come non mai e non è l’umidità a provocare questo danno. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la luce sta avendo un ruolo determinante nello scolorimento progressivo. Il capolavoro risale al 1893 ed è esposto presso la Galleria Nazionale di Oslo. I ricercatori lo hanno sottoposto a diverse analisi e misurazioni spettroscopiche, arrivando alla drammatica conclusione.

Munch e il suo urlo

Fonte: Leggo

Umidità e non solo

Le condizioni de “L’urlo” di Munch sono a dir poco delicate e ora si capisce ancora meglio che non è fruibile proprio da tutti. Le condizioni imposte dal degrado sono diverse. Ad esempio, l’umidità non deve essere superiore al 45%, senza dimenticare i valori standard dell’illuminazione. D’altronde, non si può dimenticare che questo quadro ha subito più di una peripezia in tempi recenti.

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Nel 2004, il dipinto di Munch è stato rubato ed è ritornato a Oslo non senza fatica e qualche “strapazzo” non proprio necessario. Per arrivare alla diagnosi del colore sbiadito è servito molto tempo, anche se la ricerca del CNR ha indirizzato nel modo giusto la strada da seguire. C’è ottimismo per il futuro, però l’impressione è che la visione dei prossimi anni sarà riservata soltanto a pochi fortunati.

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