Il Viagra potrebbe prevenire l’Alzheimer: lo dice uno studio [+COMMENTI]

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Il Viagra potrebbe prevenire l’Alzheimer: lo dice uno studio [+COMMENTI]

| 07/12/2021

Una svolta nella cura dell’Alzheimer potrebbe passare per il Viagra

  • Il Viagra potrebbe prevenire l’Alzheimer
  • È questo il contenuto di uno studio pubblicato su Nature Aging che sta dando speranza
  • Secondo i risultati della ricerca, infatti, la sua assunzione potrebbe ridurre il rischio di sviluppare la malattia
  • Si parla di percentuali che raggiungono il 69%
  • Tuttavia è ancora presto per cantare vittoria e serviranno altre analisi in merito

 

Un studio pubblicato su Nature Aging ha svelato una notizia sconvolgente: il Viagra potrebbe prevenire l’Alzheimer. Secondo i ricercatori la pillolina blu, ben famosa per altri usi “intimi”, potrebbe infatti ridurre significativamente il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Questa scoperta è fondamentale per cercare di sviluppare farmaci in grado di curare la forma più comune di demenza.

Ma come si è arrivati a capire questo? Integrando dati genetici e altri dati biologici, i ricercatori dell’Ospedale di Cleveland hanno costruito 13 possibili modelli endofenotipici, contenenti le “firme biologiche” dell’Alzheimer. A questo punto hanno schedato ed identificato le proteine potenzialmente associate alla malattia. Poi, grazie ad algoritmi di Intelligenza Artificiale, gli studiosi hanno analizzato 1600 farmaci di vario tipo approvati dalla Food and Drug Administration per capire quali principi attivi interagissero maggiormente con i target molecolari dell’Alzheimer identificati dai 13 modelli di malattia. Ed ecco che al Viagra è stato assegnato uno dei punteggi più alti, andando ad interagire con più bersagli molecolari.

Una riduzione del 69% del rischio di sviluppo dell’Alzheimer

Vi starete chiedendo a quanto si attesta questa riduzione significativa a cui sono giunti. Ebbene, pur tenendo conto di altri potenziali fattori influenti, sembra che si raggiunga un -69% del rischio di Alzheimer dopo sei anni di follow-up. Federica Agosta, associato di Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele e responsabile dell’unità di Neuroimaging delle malattie neurodegenerative dell’Irccs Ospedale San Raffaele ha spiegato l’importanza di questa ricerca.

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Nei soggetti che hanno assunto il Viagra per sei anni si è riscontrato quasi il 70% in meno di rischio dell’insorgere dell’Alzheimer rispetto a chi non lo ha preso”. Tuttavia, secondo lei, è presto per cantar vittoria. Bisogna prima “chiarire che i ricercatori non hanno testato l’efficacia del Viagra nei pazienti, ma solamente una possibile associazione statistica tra assunzione del farmaco e rischio di malattia rispetto all’assunzione di altri medicinali”.  Questo studio apre comunque la strada a nuove ricerche approfondite, nella speranza di trovare finalmente una cura contro l’Alzheimer.

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