In alta quota il corpo cambia strategia e usa il glucosio in modo sorprendente
- Chi vive in alta quota ha livelli di glucosio più bassi e minore rischio di diabete
- In condizioni di ipossia i globuli rossi assorbono più glucosio dal sangue
- Queste cellule usano il glucosio per migliorare il trasporto di ossigeno ai tessuti
- Il midollo osseo produce globuli rossi più efficienti grazie al trasportatore GLUT1
- Il meccanismo potrebbe aprire nuove strade per il trattamento del diabete
Chi vive ad alta quota sembra avere un vantaggio inatteso: livelli di zucchero nel sangue più bassi e un rischio ridotto di sviluppare il diabete. Un dato noto da tempo, ma finora difficile da spiegare. Ora uno studio pubblicato su Cell Metabolism ha individuato il possibile meccanismo, ribaltando una convinzione consolidata sul funzionamento del corpo umano.
La chiave di tutto sono i globuli rossi, da sempre considerati semplici trasportatori di ossigeno. In realtà, in condizioni di ipossia – cioè quando l’ossigeno nell’aria diminuisce, come accade in montagna – queste cellule cambiano comportamento e iniziano a svolgere un ruolo molto più attivo nel metabolismo.
Globuli rossi più attivi e affamati di glucosio
Gli esperimenti hanno mostrato che, in presenza di poco ossigeno, i globuli rossi diventano una sorta di spugne di glucosio. Assorbono zucchero dal sangue in quantità maggiori rispetto al normale, contribuendo così ad abbassare la glicemia. Questo spiega perché una parte significativa del glucosio “scompare” senza essere utilizzata da organi come fegato o muscoli.
Non si tratta solo di quantità, ma anche di qualità. Il midollo osseo, stimolato dalla carenza di ossigeno, produce una nuova generazione di globuli rossi dotati di livelli più alti di GLUT1, una proteina che facilita l’ingresso del glucosio nelle cellule. Il risultato è un sistema più efficiente nel catturare e utilizzare lo zucchero.
Più ossigeno ai tessuti, meno zucchero nel sangue
Il glucosio assorbito non viene accumulato, ma utilizzato per produrre una molecola che aiuta l’emoglobina a rilasciare ossigeno ai tessuti. In pratica, i globuli rossi migliorano la distribuzione dell’ossigeno proprio quando ce n’è meno disponibile.
Questo adattamento ha un effetto collaterale positivo: riduce la quantità di glucosio circolante nel sangue. Negli esperimenti sui topi, manipolare il numero di globuli rossi ha mostrato effetti diretti sulla glicemia, confermando il loro ruolo attivo nel controllo metabolico.
Una scoperta che guarda al futuro
I risultati non si fermano alla spiegazione di un fenomeno naturale. Gli scienziati hanno osservato che è possibile ottenere effetti simili anche in laboratorio, sia simulando l’ipossia sia intervenendo direttamente sui globuli rossi. Questo apre nuove prospettive per il trattamento del diabete, ancora tutte da esplorare.
Leggi anche: Perché in montagna fa più fresco nonostante l’aria calda salga?
La ricerca suggerisce anche possibili implicazioni per chi pratica attività fisica in quota, dove la gestione del glucosio e dell’ossigeno diventa cruciale. Un equilibrio delicato, in cui i globuli rossi si rivelano molto più di semplici “trasportatori”: veri protagonisti di una strategia di adattamento sorprendente.

La redazione di commentimemorabili.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su commentimemorabili.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
- https://www.focus.it/scienza/salute/perche-chi-vive-in-alta-quota-e-piu-protetto-dal-diabete-merito-dei-globuli-rossi
- https://www.sciencealert.com/living-at-high-altitude-may-have-a-surprising-impact-on-diabetes-risk
- https://www.cell.com/cell-metabolism/fulltext/S1550-4131(26)00018-5
developed by Digitrend