Lo studio sugli orari dei pasti e i rischi associati al primo e all’ultimo pasto
- La ricerca pubblicata sull’European Journal of Clinical Nutrition ha analizzato 31.044 adulti monitorati per oltre 8 anni
- Consumare il primo pasto tra le 7 e le 8 e l’ultimo tra le 19 e le 20 è associato al minor rischio di mortalità
- Ritardare la colazione dopo mezzogiorno fa aumentare l’associazione con la mortalità del 29% rispetto alla fascia ideale
- La cena segue una curva a U con rischi maggiori sia per chi mangia prima delle 19 sia per chi cena dopo mezzanotte
- Sballare gli orari dei pasti influisce negativamente sui ritmi circadiani riducendo l’aspettativa di vita stimata di oltre 2 anni
Masticare non è soltanto un atto nutrizionale ma una questione di pura precisione temporale che può incidere persino sulla nostra aspettativa di vita. Uno studio condotto da Wen Hu e dai suoi colleghi della Huazhong University of Science and Technology di Wuhan ha analizzato i dati di 31.044 adulti americani di età pari o superiore a 40 anni, monitorati per un follow-up mediano di 8,6 anni all’interno del database del National Health and Nutrition Examination Survey. La ricerca, pubblicata sull’European Journal of Clinical Nutrition, dimostra che il momento in cui decidiamo di sederci a tavola conta quasi quanto quello che decidiamo di mangiare.
I risultati parlano chiaro e tracciano una rotta ben definita per chi vuole ottimizzare la salute metabolica e cardiovascolare. Consumare il primo pasto della giornata tra le 7 e le 8 del mattino e l’ultimo tra le 19 e le 20 è risultato associato al minor rischio di mortalità. Al contrario, spostare in avanti la prima colazione fa impennare i rischi associati, registrando un più 10% tra le 8 e le 10, un più 19% tra le 10 e mezzogiorno e un preoccupante più 29% per chi mangia dopo le 12, inclusi coloro che saltano il pasto mattutino.
La curva a U della cena e il ruolo fondamentale dei nostri ritmi circadiani
Se per la colazione vale la regola del prima si mangia e meglio è, per la cena le cose si fanno decisamente più curiose e seguono l’andamento di una curva a U. Mangiare troppo presto prima delle 19 aumenta la mortalità del 13%, ma cenare tardissimo dopo mezzanotte fa schizzare il rischio del 27%, riducendo l’aspettativa di vita stimata di oltre 2 anni rispetto alla fascia protetta delle 19-20. Gli autori sottolineano che questi dati osservazionali non dimostrano un rapporto diretto di causa-effetto, ma evidenziano il profondo impatto dei ritmi circadiani sul nostro metabolismo.
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Il corpo umano gestisce zuccheri e grassi in modo completamente diverso alle prime ore del giorno rispetto a notte fonda, quando l’organismo si prepara al riposo. Introdurre cibo a tarda notte interferisce con i cicli biologici naturali e con la qualità del sonno, rendendo evidente che la crononutrizione merita un posto d’onore accanto alla semplice conta delle calorie. Le lancette dell’orologio, insomma, dettano legge nel nostro piatto.

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- https://www.greenme.it/salute-e-alimentazione/salute/a-che-ora-fai-colazione-e-cena-ecco-gli-orari-che-ti-espongono-a-un-maggiore-rischio-di-mortalita-secondo-questo-studio/
- https://www.nature.com/articles/s41430-026-01796-1
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42538400/
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