No, non sono inglesi: tutti i termini latini che pronunci male

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No, non sono inglesi: tutti i termini latini che pronunci male

| 16/08/2025
Fonte: Pexels

Il peculiare caso dell’inglesorum

  • Circa il 60% del lessico inglese deriva dal latino
  • Alcuni di questi latinismi sono tornati nella lingua italiana tramite l’inglese
  • Per questo, tendiamo a renderli con una pronuncia anglicizzata
  • Questo fenomeno di migrazione linguistica è estremamente affascinante
  • Scopriamo quali sono le parole coinvolte

 

Classicisti di tutto il mondo, unitevi: è giunto il momento di ribadire a gran voce che quelle parole la cui origine è erroneamente attribuita alla lingua inglese e che, pertanto, risultano rese con pronuncia anglicizzata, in realtà vengono dal latino. I casi più emblematici? Plus e media. Da dove nasce l’equivoco? Come testimoniato dall’Accademia della Crusca, si tratta di due latinismi di origine colta, già presenti in italiano ma utilizzati esclusivamente nell’ambito di registri linguistici elevati.

Gli stessi termini, poi, sono successivamente giunti a noi tramite l’inglese, che in tempi remoti li acquisì dalla lingua latina sotto forma di prestiti linguistici. La differenza tra i vocaboli risiede nel contesto di utilizzo: passando attraverso la lingua inglese, hanno assimilato una connotazione meno dotta e più colloquiale, finendo per permeare il nostro vocabolario di uso comune. Il fenomeno che ha caratterizzato i due latinismi in questione ha segnato le sorti di numerose altre parole di origine latina: scopriamo di quali si tratta.

Iunior o giunior? Summit o sammit? Le pronunce corrette

Nel novero di termini di origine latina che hanno subito un destino analogo a quello di media plus, ci sono anche premium, spesso pronunciato come prìmiumsummit, erroneamente reso nel parlato come sammit junior, trasformato in giùnior. Per non parlare, poi, della pronuncia aglicizzata di audit, in cui la sillaba iniziale viene monottongata (odit). Del resto, volendo scomodare un brano capolavoro di Antonello Venditti, alcune parole possono comportarsi come certi amori: fare giri immensi e poi ritornare.

A riguardo, Giovanni Adamo, responsabile dell’Osservatorio neologico della lingua italiana dell’Iliesi-Cnr ha spiegato: “Sono parole che a suo tempo hanno viaggiato sulle vie attraverso le quali si diffondeva la cultura latina, entrando a far parte di quel grande processo che è stato definito di translatio culturae, un vero e proprio percorso di trasferimento del bagaglio culturale dell’umanità, che dalla più remota antichità continua a riproporsi fino ai giorni nostri.

Leggi anche: Inglese: perché si scrive in un modo ma si legge in un altro?

E può accadere che questi termini compiano un viaggio a ritroso e, seppur con minime modificazioni formali, si arricchiscano di accezioni nuove

 

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