Angeli nello spazio: gli strani avvistamenti dei cosmonauti russi

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Angeli nello spazio: gli strani avvistamenti dei cosmonauti russi

| 24/10/2020
Angeli nello spazio: gli strani avvistamenti dei cosmonauti russi

Quella storia che la Russia tenne segreta per molto tempo.

  • Nel 1985 era in orbita la stazione russa Saljut 7
  • Gli astronauti che erano a bordo ebbero una strana esperienza
  • Dissero che la stazione fu circondata da una luce arancione
  • Poi apparvero loro sette esseri altissimi
  • Avevano ali e aureole
  • Secondo il loro racconto, erano angeli
  • Secondo gli esperti di missioni nello spazio, erano allucinazioni

 

Nel 1985 era in orbita la Saljut 7, la settima e ultima stazione spaziale del programma Saljut dell’Unione Sovietica. A bordo si trovavano i cosmonauti Leonid Kizim, Oleg Atkov e Vladimir Solovyov, che erano sulla stazione già dal febbraio 1984. Furono in seguito raggiunti da Svetlana Savitskaya, Igor Volk e Vladimir Jannibekov, con la navicella Sojuz T.
Gli astronauti a bordo furono testimoni di un evento che venne reso noto solo molto tempo dopo. Pare che la stazione Saljut, ad un certo punto, si trovò avvolta da una nube di colore arancione. La luce, raccontarono i presenti, fluiva da fuori verso l’interno. Poi, li videro: sette essere altissimi, con ali e aureole. Avevano un’aria umanoide, a parte le dimensioni. Sorridevano, e non come saluto, ma di gioia. Accompagnarono la Saljut per circa 10 minuti, poi svanirono.

Angeli nello spazio

Qualcuno dice che i russi non vollero raccontare la testimonianza degli astronauti perché all’epoca era ancora forte il regime comunista, che non poteva affermare che gli angeli esistono. Altri liquidano la faccenda come una semplice allucinazione. Chi viaggia nello spazio ne è spesso soggetto, vuoi per l’isolamento, vuoi per le mutate condizioni che il corpo subisce. Però questo non è l’unico episodio che parla di “angeli” nelle profondità cosmiche.

angeli nello spazio

fonte: Techeblog

Anche un astronauta statunitense testimoniò un “incontro ravvicinato” dello stesso genere. Il caso più eclatante fu quello del telescopio Hubble. Durante lo studio della galassia NGG-3532 riprese sette oggetti luminosi in movimento. Nel 1994 trasmise immagini di una grande città bianca fluttuante nello spazio. Pareidolia? Allucinazioni?

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Secondo John Pratchers, ingegnere del progetto Hubble, gli oggetti luminosi erano senza dubbio angeli che per di più “volevano essere visti”. Secondo psicologi e neurologi, la mente umana vede quello che vuole vedere davanti a fenomeni non del tutto chiari.

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