Apre un bar abusivo nel suo garage con il reddito di cittadinanza [+COMMENTI]

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Apre un bar abusivo nel suo garage con il reddito di cittadinanza [+COMMENTI]

| 17/09/2020

Aveva allestito un bar abusivo all’interno del suo garage e nel frattempo continuava a percepire il reddito di cittadinanza…

  • Un uomo di 49 anni ha “pensato bene” di allestire un bar abusivo nel suo garage
  • Il quarantanovenne percepiva anche il reddito di cittadinanza
  • All’interno del garage c’era tutto l’occorrente per l’attività abusiva
  • Caffè, cornetti, merendine e perfino tavolini e sedie
  • I carabinieri della Stazione di Erchie hanno sottoposto il garage e tutta l’attrezzatura a un sequestro cautelare amministrativo

 

Un uomo di 49 anni di Erchie, in provincia di Brindisi, ha “pensato bene” di allestire un bar abusivo all’interno del suo garage. L’uomo – che, secondo quanto riportato dai quotidiani locali è risultato essere anche destinatario del reddito di cittadinanza – aveva pensato ad ogni minimo dettaglio.

Nel suo garage c’era tutto il necessario per servire caffè, cornetti, nonché vendere merendine e patatine. Per non farsi mancare nulla, il garage adibito a bar abusivo aveva anche tavolini e sedie. Ovviamente il quarantanovenne non aveva alcun titolo autorizzativo per esercitare la sua “attività extra”.

L’intervento dei carabinieri

Al termine di alcune ispezioni legate al contenimento dei contagi dell’attuale COVID-19, i carabinieri della Stazione di Erchie hanno notato il particolare bar abusivo.

Dopo alcuni accertamenti, i militari dell’Arma hanno contestato al quarantanovenne una violazione amministrativa per aver avviato un’attività di somministrazione di bevande e alimenti senza alcun tipo di autorizzazione.

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I carabinieri hanno quindi provveduto a sottoporre a un sequestro cautelare amministrativo l’intero garage, con gli alimenti, le bevande e tutto il materiale inerente l’attività abusiva. Il quarantanovenne rischia una sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da un minimo di 2.500 euro fino a un massimo di 15.000 euro.

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