Creepypasta e horror digitale: perché è il genere del momento e ci piace così tanto

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Creepypasta e horror digitale: perché è il genere del momento e ci piace così tanto

| 09/09/2026
Fonte: YouTube

L’evoluzione del terrore tra copia-incolla e nuove produzioni cinematografiche

  • Il fenomeno dei creepypasta rappresenta la nuova frontiera dell’horror nata e diffusa attraverso la rete
  • Il nome deriva dall’unione dei concetti di inquietante e copia-incolla per indicare la condivisione virale dei testi
  • La figura di Slender Man costituisce uno dei primi simboli del genere capace di sbarcare sul grande schermo
  • Il recente boom delle Backrooms dimostra come la narrazione digitale continui ad evolversi sul web
  • La chiave del successo risiede nell’ambiguità delle fonti che rende sfumato il confine tra finzione e realtà

 

Dimenticate le classiche storie di paura raccontate attorno al fuoco, perché oggi i brividi viaggiano sul cavo della fibra ottica. Nel panorama digitale contemporaneo, i creepypasta rappresentano il genere horror del momento, capace di conquistare e terrorizzare milioni di utenti in tutto il mondo. Il nome stesso di questo fenomeno ne tradisce l’origine informatica, nascendo dall’unione tra l’aggettivo inglese creepy (ovvero inquietante) e la parola pasta, derivata dal celebre comando tastiera copia-incolla. Si tratta di moderne leggende metropolitane scritte per essere diffuse rapidamente da una piattaforma all’altra.

Questa forma di narrazione ha raggiunto vette di popolarità straordinarie, arrivando a ispirare grandi produzioni visive e cinematografiche. L’esempio più recente e lampante è rappresentato dal fenomeno virale delle Backrooms, diventate le protagoniste absolute di un attesissimo adattamento per il grande schermo. Il pubblico della rete sembra non poter più fare a meno di questi ambienti labirintici e disturbanti, trasformando brevi racconti nati per caso nei forum in vere e proprie saghe cult della cultura pop contemporanea.

Dal mito di Slender Man al fascino dell’incertezza tra realtà e finzione

Prima che le pareti gialle e le luci a fluorescenza delle Backrooms conquistassero la rete, l’icona indiscutibile di questo universo è stata la figura leggendaria di Slender Man. Questa creatura, raffigurata come un uomo spaventosamente alto, privo di volto e vestito con un abito elegante, è nota per condizionare la mente delle proprie vittime fino a catturarle. L’impatto visivo di questo personaggio ha travalicato da tempo i confini di internet, consentendogli di sbarcare in film, serie tv e videogiochi di grande successo commerciale.

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A garantire la longevità di queste narrazioni non sono soltanto i mostri, ma il modo raffinato in cui vengono somministrati al lettore. L’ingrediente segreto del successo dei creepypasta risiede infatti nell’incapacità di distinguere la verità dalla menzogna, lasciando chi legge nel dubbio perenne che vi sia un fondo di verità. L’assenza di una fonte nota e la nebbia che avvolge l’origine delle storie dissolvono i confini tra finzione e realtà, regalando quella sana dose di ansia di cui la rete sembra non poter fare a meno.

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