Gli esperimenti reali che ispirarono Frankenstein di Mary Shelley

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Gli esperimenti reali che ispirarono Frankenstein di Mary Shelley

| 05/09/2020

Tra scienza georgiana e credenze popolari, Frankenstein di Mary Shelley non sembrava poi così tanto improbabile, all’epoca.

  • Nel 1818 veniva pubblicato Frankenstein, il romanzo più famoso della scrittrice Mary Shelley
  • Cosa ispirò la storia di un uomo che torna in vita grazie all’elettricità?
  • A cavallo tra Diciottesimo e Diciannovesimo secolo vi era molta incertezza riguardo gli stati di morte e di vita
  • La morte incompleta differiva dalla morte assoluta, ma secondo Encyclopédie francese la morte poteva essere curata
  • In che modo? Tra resurrezionisti e galvanismo, le dimostrazioni sensazionali stupirono il pubblico e dettero a Mary Shelley terreno fertile su cui lavorare

 

Il Moderno Prometeo, quel Frankenstein scritto dall’autrice inglese Mary Shelley, ad oggi può sembrarci uno dei romanzi di fantascienza più influenti della letteratura. All’epoca, però, la storia di un uomo che torna in vita non era vista in maniera poi così fantastica ed incredibile. Pubblicato nel 1818, gli anni che precedettero il libro furono fitti di scoperte scientifiche interessanti, nonché di dimostrazioni pubbliche sensazionali. Questo, unito ad una buona dose di cultura popolare, potrebbe aver permesso ad una giovane con una semplice educazione informale, di approcciarsi a quello che è poi divenuto uno dei pilastri della fantascienza mondiale.

A tal proposito, la dottoressa Sharon Ruston, dell’Università di Lancaster, ha analizzato il background scientifico dietro un romanzo d’invenzione, trovando al suo interno diversi elementi attinti dal reale. Tra essi, ovviamente, spicca il sottile velo di carta che separava la vita dalla morte. Per gli uomini della fine del Diciottesimo secolo, la morte era una questione incerta. Ovunque spiccavano studi sulla rianimazione, resurrezione, galvanismo ed il concetto di morte incompleta o morte assoluta. La preoccupazione riguardo la possibilità di non riuscire a distinguere la vita dalla morte, portò alla creazione della Royale Humane Society, nel 1774.

La Royale Humane Society di Londra forniva informazioni su come rianimare i “morti apparenti”, spesso rinvenuti sulle sponde del Tamigi.

Uno dei cadaveri apparenti scappato dall’abbraccio della morte pare fosse proprio quello di Mary Wollstonecraft, filosofa e femminista, nonché madre biologica di Mary Shelley. Ma il modo in cui operava la Società non faceva che creare una paura diffusa sulla possibilità che fosse impossibile distinguere un morto da un vivo, e che i morti potessero così essere resuscitati. La “morte incompleta”, gli stati di sonno o svenimenti, potevano essere distinti dalla “morte assoluta” solo grazie alla putrefazione, secondo il medico James Curry. E secondo l’Encyclopédie francese, la morte poteva essere curata.

A cavallo tra Diciottesimo e Diciannovesimo secolo iniziò quindi una sequela di tentativi di rianimare i morti nei metodi più disparati (i morti assoluti, non i morti incompleti). La scoperta della contrazione muscolare nelle zampe di rana del medico Luigi Galvani portò ad una svolta potenzialmente decisiva per il romanzo di Mary Shelley. Nell’edizione del 1831, infatti, la prefazione di Frankenstein reca una nota inerente il fatto che la possibilità che l’elettricità possa stimolare un muscolo morto abbia influenzato in maniera decisiva il suo romanzo. Dopo Galvani, fautore del galvanismo, ci riprovò suo nipote, Giovanni Aldini.

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Questi accantonò le cosce di rana per dedicarsi ai cadaveri dei criminali impiccati. Il corpo morto di George Foster, colpevole di aver ucciso moglie e figlio, aprì l’occhio destro, mosse le gambe ed alzò la mano destra, aprendo e chiudendo il pugno. L’elettricità riportava in vita i morti? Ma dopotutto, cos’era davvero la vita? Una mera somma delle parti, come affermato dal medico William Lawrence? O forse dipendeva da un principio vitale millantato dal dottor John Abernethy? Nel Diciannovesimo secolo l’incertezza permeava le menti del mondo scientifico, dalle quali una giovane Mary potè attingere e tirar fuori il suo incredibile capolavoro.

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