Scopriamo perché i gatti capiscono tutto ma fanno finta di niente
- I gatti dello studio giapponese hanno associato parole inventate a immagini in pochissimi secondi e con un numero minimo di esposizioni
- Nelle prove di laboratorio i felini sono risultati più rapidi dei bambini di 14 mesi sottoposti al medesimo test di associazione
- L’esperimento non ha previsto alcun premio in cibo o addestramento dimostrando che l’apprendimento avviene spontaneamente per sola esposizione
- Sostituendo la voce umana con suoni elettronici i gatti hanno mantenuto la capacità di collegare stimoli sonori e visivi
- La ricerca conferma che i gatti comprendono perfettamente i nostri richiami ma scelgono deliberatamente di ignorarli
Chi vive con un felino domestico ha sempre nutrito il sospetto che sotto quel tipico sguardo di totale indifferenza si nasconda un intelletto sopraffino e decisamente sornione. Ora a confermarcelo ci pensa la scienza con uno studio condotto da Saho Takagi e il suo team dell’Azabu University, pubblicato su Scientific Reports. Al centro della ricerca ci sono 31 gatti, tra esemplari di famiglia e ospiti di cat café, sottoposti a un test visivo e sonoro. Ai felini venivano fatte ascoltare parole inventate come parumo e keraru, pronunciate dai proprietari e abbinate a immagini geometriche di un sole e di Pegaso in movimento sullo schermo.
La vera sorpresa è arrivata misurando i tempi di apprendimento attraverso pochissime esposizioni ripetute in brevi sessioni. Dopo appena 4 prove, i gatti avevano memorizzato l’abbinamento corretto tra la parola e l’immagine corrispondente senza ricevere alcun premio in cibo o addestramento specifico. Quando i ricercatori hanno invertito le coppie per testare le loro reazioni, gli animali hanno fissato lo schermo molto più a lungo, tradendo lo stupore di chi si accorge che qualcosa non quadra. Un risultato che batte sul tempo persino i bambini di 14 mesi, i quali richiedono esposizioni ben più lunghe per completare lo stesso test di associazione.
Dal confronto con i bambini ai suoni elettronici e alla conferma che capiscono tutto
Il confronto con i test condotti sui bambini di quattordici mesi non lascia spazio a dubbi di sorta sui ritmi cognitivi dei felini. Mentre i piccoli umani avevano bisogno di almeno 4 esposizioni da 20 secondi ciascuna, i gatti se la sono cavata con sole 2 sessioni da 9 secondi, dimostrando una rapidità di connessione sbalorditiva. Un secondo esperimento condotto su altri 34 gatti, sostituendo la voce umana con segnali sonori elettronici, ha confermato che l’associazione funziona anche senza parole, sebbene la voce umana mantenga una corsia preferenziale grazie a millenni di convivenza domestica.
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Queste scoperte si sommano a precedenti evidenze del 2022, in cui i gatti dimostravano di collegare i nomi dei propri simili ai loro volti senza alcuno sforzo. Di fronte a prove così evidenti, la scienza finisce per smontare le nostre ultime scuse quotidiane. Se il gatto continua a ignorarci quando lo chiamiamo da un’altra stanza, non è certo perché non abbia capito il messaggio, ma semplicemente perché ha deciso di non muoversi.

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- https://www.greenme.it/pet/gatti/i-gatti-non-smettono-di-stupire-imparano-ad-associare-suoni-e-immagini-piu-in-fretta-dei-bambini/
- https://www.nature.com/articles/s41598-024-74006-2
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39367152/
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