Australia, gatti assolti: il vero pericolo per la fauna selvatica siamo noi umani

Commenti Memorabili CM

Australia, gatti assolti: il vero pericolo per la fauna selvatica siamo noi umani

| 25/10/2026
Fonte: Pexels

Uno studio choc dell’Università del Queensland ribalta anni di accuse feline, dimostrando che incidenti stradali e trappole battono i predatori

  • L’Università del Queensland ha analizzato 11 anni di dati del database del Nuovo Galles del Sud per esaminare 52.475 casi di salvataggio
  • La ricerca ha coinvolto 158 specie classificate come in pericolo critico, in pericolo o vulnerabili nel territorio australiano
  • Gli attacchi dei gatti rappresentano appena lo 0,6% dei salvataggi, mentre quelli dei cani sono superiori di oltre 3 volte
  • Le principali cause di pericolo per la fauna selvatica sono umane e raggiungono il 68% dei casi complessivi registrati
  • I fattori antropici più rilevanti includono incidenti stradali, intrappolamento, eventi meteorologici e ambienti urbani pericolosi

 

Da anni in Australia va in scena una vera e propria guerra ideologica e legislativa contro i gatti liberi e inselvatichiti, accusati di decimare le specie autoctone a rischio estinzione ed equiparati persino a bersagli da eradicare sulla scia del programma neozelandese Predator Free 2050. A ribaltare clamorosamente questa narrazione ci pensa ora una ricerca condotta dall’Università del Queensland e pubblicata con un titolo eloquente: “Bella e Charlie non sono il problema, siamo noi”. Analizzando 11 anni di registrazioni tratte dal database governativo del Nuovo Galles del Sud, gli studiosi hanno esaminato 52.475 casi di salvataggio riferiti a 158 specie classificate in pericolo critico, in pericolo o vulnerabili.

I risultati parlano chiaro e ridimensionano drasticamente il presunto impatto devastante dei felini randagi sulla biodiversità locale. L’ecologa Kate Dutton-Regester e la professoressa Jacquie Rand hanno evidenziato che gli attacchi da parte di qualsiasi animale rappresentano appena il 4,4% dei casi totali di soccorso alla fauna selvatica. Anzi, scavando tra le statistiche emerge un dettaglio sorprendente e ironico per i migliori amici dell’uomo: gli attacchi imputabili ai cani si sono rivelati frequenti più di 3 volte rispetto a quelli dei gatti, mentre questi ultimi incidono per appena lo 0,6% sulle richieste di aiuto delle specie minacciate.

L’impatto distruttivo delle attività umane e la necessità di rivedere le politiche di tutela

Se i gatti domestici e randagi finiscono ingiustamente sul banco degli imputati, la vera causa del pericolo per gli animali selvatici risiede interamente nelle mani dell’uomo e nel nostro sviluppo urbano invasivo. Oltre il 68% dei salvataggi registrati nel database è infatti riconducibile a fattori legati direttamente alle attività antropiche, tra cui spiccano incidenti stradali, intrappolamento in strutture o recinzioni, eventi meteorologici estremi, stress da calore, cuccioli orfani e ambienti urbani resi totalmente inadatti alla sopravvivenza della fauna nativa.

Leggi anche: Hai più di un gatto? Ecco perché lo stereotipo della “gattara” dice molto più di quanto dimostri

La ricerca non punta a negare la necessità di gestire i gatti nelle aree urbane sensibili, ma evidenzia con forza che le politiche di conservazione ambientale finora adottate hanno sbagliato bersaglio. Continuare a pianificare l’eradicazione dei felini ignorando i veri problemi strutturali serve soltanto a pulirsi la coscienza di fronte a strade pericolose, trappole e cementificazione selvaggia. Per salvare la fauna australiana occorre smetterla di dare la colpa ai gatti di quartiere e iniziare a correggere i danni quotidiani provocati dalla nostra stessa presenza.

Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend