L’età aurea della telefonia mobile – 2° parte

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C’è stato un tempo, non molto lontano, in cui si faceva a gara a chi ce l’avesse più piccolo…il cellulare.

Continua il nostro viaggio per riscoprire (aka farvi piangere se ci siete stati, e farvi piangere anche se non c’eravate) tutte quelle piccole-grandi conquiste e tutti quei cambiamenti che, di fatto, ha comportato l’avvento della telefonia mobile nel corso della nostra vita. Specie se all’epoca eravate adolescenti. Nella PRIMA PARTE  abbiamo rivangato ricordi spiacevoli come il brutale omicidio della lingua italiana con l’avvento delle “abbreviazioni da sms”, ma anche di robe belle e commuoventi come le gare a “chi ce l’avesse più lungo” (il telefonino) con gli amici al baretto di fiducia. Sapete, quando ancora ci si trovava la sera per fare due chiacchere dal vivo, invece che mandarsi vocali su WhatsApp.

Continuiamo senza troppa sobrietà con questa immagine che, permetteteci di dirlo, è a dir poco esplicativa di quanto l’umana sensibilità faccia o meno parte del vostro essere: è stato infatti scientificamente dimostrato che, nel caso non vi trovaste con gli occhi umidi al termine della lettura del commento, significa che avete probabilmente venduto l’anima al diavolo e ora siete senza più sentimenti.
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Pensavamo di non doverlo dire mai, o per lo meno, non prima dei 60 anni: “Ai nostri tempi ci si divertiva con poco”. Logicamente non esisteva Internet, o meglio, non sul cellulare, perciò come si cazzeggiava? Semplice, con lui, SNAKE. Snake era più di un gioco, era un amico, quasi uno di famiglia. Si può descrivere in poche parole così: un serpente (una linea) che deve mangiare ciò che appare sullo schermo, così facendo si allunga sempre di più e si guadagnano punti. La difficoltà consiste nel non andare a sbattere contro gli ostacoli e contro se stesso, tenendo presente che si muove costantemente. Si potrebbe parlare per un po’ di Snake, gli aneddoti non mancherebbero, ma il Memorabile che ha partorito il commento dell’immagine qui sopra, ha saputo descrivere perfettamente cosa si provava ai tempi mentre ci si giocava…e magari facevi pure il record!

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Non era Natale se non avevi la Christmas Card. Come avevamo già accennato, il cellurarista della fine anni 90 ed inizio 2000, doveva fare i conti con il fatto che chiamate e messaggi avevano un costo, cosa che era in netto contrasto con la situazione finanziaria dell’utente medio. C’erano però due periodi dell’anno, anticipati da una massiccia campagna pubblicitaria in TV, nei quali si poteva usufruire di vantaggiose promozioni: d’estate la “summer card” d’estate, e d’inverno “christmas card” (ma dai?).

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Si attendeva con ansia l’arrivo di queste due promozioni (si racconta di gente che contava i giorni incidendo delle tacche sul muro della propria camera con le unghie). In sostanza consistevano in 50 messaggi gratis al giorno e possibilità di effettuare chiamate ad un prezzo vantaggioso. Ora, capirete che 50 messaggi non erano poi così tanti, ma ai tempi, come detto, si usava la scrittura abbreviata, perciò si poteva dare sfogo alla frustrazione che si provava il resto dell’anno, quando pur di risparmiare un messaggio, ci si faceva 2 km a piedi per andare al baretto ad avvertire gli amici che non potevi andare al baretto. Situazioni alquanto paradossali.

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Protagonista indiscussa delle campagne pubblicitarie sulla telefonia mobile, nonché responsabile della perdita di qualche diottria insieme a colleghe illustri dell epoca come Alizee e Kalie Minogue, era una modella australiana di nome Megan Gale. Diciamo era, non perché sia venuta a mancare, ma perché in Italia si sono perse le sue tracce dal lontano 2006. Non ce la siamo sentiti di indagare per sapere che fine abbia fatto, anche se la tentazione era forte, ma per il semplice fatto che non volevamo rovinarci un così bel ricordo. Non sia mai che abbia cambiato sesso ed ora si faccia chiamare Frank, o magari pesi 700 kg, nel dubbio vogliamo ricordarla così. Sogno proibito di ogni adolescente di allora, quando purtroppo, o per fortuna, non si usava dire “escile”.

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Consapevoli di aver tralasciato alcune cose, ma non volendo annoiare dilungandoci troppo (anche perché sta chiudendo il Lidl e la birra marcia nel nostro frigorifero è ormai un miraggio), entriamo di prepotenza nei giorni nostri. Non è passato un secolo, ma sembra che lo sia. La telefonia mobile ha fatto passi da gigante sotto tutti gli aspetti, dai dispositivi fino ad arrivare al “veicolo” che utilizziamo per comunicare con le altre persone. Se per anni l’SMS l’ha fatta da padrone, con l’arrivo di Whatsapp la situazione è cambiata. Aprendo una piccola parentesi, oscuri avvenimenti succedono proprio in questi giorni: Whatsapp in un primo momento invia un messaggio ai propri utenti affermando che non sarà più a pagamento, poi smentisce il tutto dimostrandosi più indeciso di Vladimir Luxuria di fronte alla porta del bagno degli uomini e delle donne. Al momento non sappiamo come sia andate a finire la questione, ma come potete vedere sopra, la memorabilità non si è lasciata sfuggire l’occasione. Come stavamo dicendo, Whatsapp è, allo stato attuale, il mezzo più usato per comunicare, ma ci sono anche le varie chat dei molti Social, insomma, l’imbarazzo della scelta. Scrivendo questo articolo, però, non abbiamo potuto fare a meno di porci una domanda: “Ma alla fine, non si stava meglio quando si stava peggio?” A voi la sentenza.

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