Un logo Nike in un dipinto del 1652: è la prova dei viaggi nel tempo?

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Un logo Nike in un dipinto del 1652: è la prova dei viaggi nel tempo?

| 07/11/2026
Fonte: X

Il mistero del logo sportivo nel ritratto seicentesco di Ferdinand Bol

  • Nel dipinto del 1652 di Ferdinand Bol è comparso un dettaglio che ricorda il celebre logo della Nike
  • Il protagonista della tela è Frederick Sluysken di 8 anni, ritratto con una forma bianca ricurva sulla scarpa
  • La somiglianza ha scatenato battute sui viaggi nel tempo ma si tratta di un semplice effetto ottico
  • Il segno bianco è in realtà la calza dell’epoca che spunta dall’apertura della calzatura di pelle
  • Il caso dimostra come il cervello umano tenda ad associare forme antiche a simboli moderni noti

 

Arte classica e abbigliamento sportivo contemporaneo sembrano due mondi destinati a non incontrarsi mai, eppure l’illusione ottica ha fatto credere il contrario a migliaia di appassionati. Al centro dell’attenzione virale è finito il Ritratto di Frederick Sluysken, un’opera realizzata nel 1652 dal pittore olandese Ferdinand Bol, uno dei più celebri allievi cresciuti nello studio di Rembrandt. Il protagonista della tela è un bambino di 8 anni, secondo cugino della moglie dell’artista e figlio di un ricco mercante di vino. Sulla calzatura sinistra del piccolo appare un nitido segno bianco ricurvo che ricorda in modo impressionante il famoso Swoosh, il logo ideato soltanto nel 1971 dalla studentessa di grafica Carolyn Davidson della Portland State University.

La bizzarra coincidenza, rilanciata nel 2026 da SuperEva, era già stata trasformata in una caccia al dettaglio dalla National Gallery di Londra quando la tela era esposta in prestito. Nel 2023 la testata Hyperallergic si è occupata di ricostruire la vicenda per fare chiarezza su una somiglianza che ha spinto i commentatori più fantasiosi a evocare l’esistenza dei viaggi nel tempo. La spiegazione dell’effetto ottico è legata alla nostra percezione moderna: di fronte a una forma familiare, il cervello tende ad associarla istintivamente a uno dei marchi commerciali più famosi del pianeta, proiettando simboli del presente su immagini risalenti a quasi 400 anni fa.

La spiegazione storica della calzatura e la prospettiva moderna

I sostenitori della fantascienza e delle scorribande temporali dovranno purtroppo mettersi l’anima in pace, perché la realtà dei fatti è decisamente più terrena. Il presunto simbolo aziendale impresso sulla scarpa seicentesca non è affatto il frutto di un viaggio indietro nel tempo. Come chiarito dagli esperti di Hyperallergic, quel tratto bianco è semplicemente uno scorcio della calza che emerge dall’apertura della calzatura tradizionale dell’epoca. Il punto in cui il tallone si ricongiunge con le strisce di pelle usate per allacciare la scarpa crea un contrasto cromatico che, visto da lontano, simula perfettamente la celebre virgola.

Nessun paio di sneakers indossato nel Seicento, dunque, ma soltanto un curioso incastro visivo perfettamente compatibile con la moda calzaturiera dell’Olanda del diciassettesimo secolo. La vicenda rimane comunque un esempio affascinante di pareidolia e dimostra quanto sia facile lasciarsi condizionare dai marchi della nostra epoca quando si osserva un quadro antico. Osservando da vicino la tela di Ferdinand Bol il mistero si scioglie del tutto, lasciando spazio a una coincidenza visiva straordinariamente riuscita e priva di qualsiasi elemento soprannaturale.

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