Una ricerca universitaria trasforma i fanghi di scarto in un materiale edilizio dalle incredibili capacità flessibili
- Ricercatori in India e negli Stati Uniti hanno convertito fanghi fecali in biochar tramite pirolisi
- L’aggiunta del 10% di biochar aumenta la resistenza alla flessione del calcestruzzo del 42%
- La struttura porosa del materiale trattiene l’acqua e migliora il processo di indurimento
- La miscela sperimentale aiuta a ridurre l’uso di cemento e a smaltire scarti sanitari
- Serviranno ulteriori test di resistenza agli agenti atmosferici prima dell’uso nei cantieri
Chi l’avrebbe mai detto che quanto finisce nello scarico del bagno potesse un giorno servire a rinforzare le fondamenta di un edificio. Uno studio pubblicato su Scientific Reports il 5 settembre 2026, firmato dai ricercatori della Manipal University Jaipur in India e della Louisiana Tech University negli Stati Uniti, ha dimostrato come i fanghi fecali possano diventare un valido alleato per l’edilizia. Ovviamente non si tratta di gettare gli escrementi tal quali nel cemento. Il materiale organico proveniente dalle fosse settiche viene sottoposto a pirolisi, ovvero un riscaldamento ad alte temperature in assenza di ossigeno, trasformandolo in biochar, una polvere finissima e ricca di carbonio capace di sostituire una quota di cemento tradizionale.
I test di laboratorio condotti dal team di ricerca hanno rivelato risultati davvero sorprendenti, specialmente sul lungo periodo. Sostituendo il 10% di cemento con il biochar da fanghi fecali, la miscela ha registrato dopo 91 giorni di maturazione un aumento del 21% nella resistenza alla compressione e ben il 42% in più nella resistenza alla flessione. Quest’ultimo valore misura la capacità del materiale di piegarsi senza spezzarsi sotto sollecitazione. Anche le dosi al 5% hanno mostrato sensibili miglioramenti, mentre salire al 15% non ha garantito alcun beneficio aggiuntivo, dimostrando che non basta abbondare per ottenere risultati superiori.
Proprietà strutturali, riduzione di metalli pesanti e sfide future
Il segreto delle elevate prestazioni del biochar fecale risiede nella sua struttura altamente porosa. Questa caratteristica permette alla polvere di trattenere l’acqua per poi rilasciarla gradualmente durante la fase di indurimento, migliorando le reazioni chimiche interne al calcestruzzo. Inoltre, dopo 120 giorni di osservazione, il ritiro della malta con il 10% di biochar si è dimostrato del tutto identico a quello del normale cemento Portland. Gli scienziati hanno persino riscontrato una minore concentrazione di metalli pesanti nei campioni, segno che la matrice cementizia è in grado di trattenerli efficacemente al proprio interno senza rilasciarli.
Oltre a migliorare la tenuta meccanica del materiale, questa tecnologia sperimentale risponde a una duplice esigenza ecologica. Da una parte riduce la quantità di clinker necessaria per produrre cemento, un processo industriale ad alto impatto energetico, dall’altra offre una soluzione intelligente alla gestione di rifiuti sanitari complessi. Tuttavia siamo ancora distanti dall’impiego nei cantieri reali. Prima di vedere palazzi e ponti costruiti con questa miscela serviranno ulteriori test sul campo per valutare la resistenza agli sbalzi termici, al gelo, all’umidità e all’erosione provocata dalla salsedine.

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- https://www.greenme.it/casa-e-giardino/bioedilizia-e-bioarchitettura/scienziati-creano-super-cemento-dalla-cacca-calcestruzzo-piu-resistente-e-flessibile-del-42-con-gli-escrementi-umani/
- https://www.nature.com/articles/s41598-026-66956-6
- https://www.researchgate.net/publication/414005688_Mechanical_durability_and_microstructural_performance_of_biochar-modified_concrete_using_faecal_sludge-derived_biochar
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