Loris lento: l’animale in via d’estinzione perché troppo carino

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Loris lento: l’animale in via d’estinzione perché troppo carino

| 19/05/2020
Loris lento: l’animale in via d’estinzione perché troppo carino

Loris lento: quando essere troppo teneri ti si ritorce contro.

  • Il loris lento è un piccolo primate dai tenerissimi e giganteschi occhioni
  • Animale notturno, i suoi occhi giganti gli sono utili a cacciare durante la notte
  • Il suo aspetto tenero e indifeso, insieme alla deforestazione del suo habitat, lo hanno reso preda di traffici illegali
  • Fargli il solletico è per lui un’agonia: le braccine alzate non sono un invito, bensì, un tentativo di difesa contro il predatore umano che se lo spupazza ignaro

Tutti amiamo la pucciosità. I grandi occhioni dei cuccioli di qualsiasi specie animale riescono ad intenerire anche il più duro dei cuori umani. La tenerezza del loris lento, però, è divenuta un’arma a doppio taglio, portando il piccolo primate sull’orlo dell’estinzione dopo una vita di torture ed affanni. Il piccolo loris lento, originario del sud-est asiatico, potrebbe vivere fino a 17 anni se non venisse cacciato dai bracconieri e venduto come animale esotico tenero, carino e delle dimensioni di un gattino.

Il traffico internazionale dei piccoli primati inizia nel XVIII secolo, per opera degli esploratori olandesi. Chiamato “loris” per l’assonanza con il termine “loeris”, “pagliaccio”, la sorte della specie è stata fin da subito segnata. Il loris lento è l’unico primate munito di ghiandole in grado di secernere veleno. La sostanza tossica arriva direttamente ai denti dell’animale rendendo il suo morso letale per molti predatori, compreso l’uomo. È per questo che i bracconieri, prima di rivendere illegalmente i loris, li privano dei denti.

La campagna anti-solletico.

Gli occhi pucciosi che ci attirano tanto, in natura aiutano il loris lento a procacciarsi cibo in situazioni di scarsa luminosità, essendo questo un animale notturno. Eppure, per noi mammiferi bipedi, la conformazione tenera del loris viene associata immediatamente a tenerezza. Oh, quanto sarebbe bello accarezzare e solleticare sotto le piccole ascelle la pelliccia soffice del simpatico primate? L’International Animal Rescue (IAR) ha fondato la campagna “il solletico è tortura” proprio per renderci consapevoli del fatto che solleticare un loris lento faccia piacere solo a noi.

In numerosi video si può vedere il loris lento che, durante una sessione di solletico, tira su le braccine e fissa con i suoi occhioni il proprietario di turno. Alzare le braccia non è segno di accondiscendenza, anzi. Le ghiandole che secernono veleno sono collocate negli incavi dei gomiti. I piccoli animali, alzando le braccia, sperano di incutere timore, preparandosi a sferrare il morso velenoso contro il predatore di turno.

Un loris lento senza denti non può essere reinserito nel suo habitat naturale.

Purtroppo, sprovvisti dei denti, i loris si trovano in un momento di sofferenza e frustrazione, impossibilitati ad attaccare ed in balia del sollazzo dell’umano di turno. La deforestazione del Vietnam, habitat naturale, non fa che alimentare la scomparsa dei piccoli primate che, una volta catturati, non possono più essere rimessi in libertà. Un loris lento senza denti non può cacciare e per cercare di tamponare il problema lo IAR ha attivato un centro di salvataggio per tutti i loris salvati dalle grinfie dei bracconieri e della compravendita illegale.

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