Queste tre tipologie di madri potrebbero crescere aspiranti serial killer

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Queste tre tipologie di madri potrebbero crescere aspiranti serial killer

| 02/10/2021
Fonte: Facebook

Ci sono tre potenziali tipi di madri che potrebbero crescere efferati serial killer

  • La dottoressa Elizabeth Yardley, professoressa di criminologia, ha descritto alcuni tipi di madri che potrebbero mettere al mondo serial killer
  • Più precisamente, la professoressa si riferisce al modo con cui crescerebbero la loro prole
  • La loro idea circa la scuola, la religione e la socialità potrebbe indurre i figli a prendere una piega sociale decisamente errata
  • In particolar modo, sarebbero tre i profili di madri che darebbero vita a veri e propri crudeli assassini
  • Questi sarebbero: anti-madri, super-madri e madri passive

 

Da sempre la scienza e la psicologia si interroga su cosa spinga gli assassini, specie quelli più efferati, ad uccidere, ricorrendo spesso a pratiche alquanto raccapriccianti. La dottoressa Elizabeth Yardley, professoressa di Criminologia presso la Birmingham City University, ha spiegato che un problema di fondo potrebbe risiedere proprio nel rapporto madri-figli nel processo di crescita di coloro che, da grandi, sono poi diventati spietati serial killer. Basti pensare, ad esempio, ai più temuti serial killer della storia come Charles Manson o Ted Bundy ed al pessimo rapporto con la figura materna che sicuramente non avrà giovato alla loro crescita psico-affettiva.

Alcune madri possono “spingere” i propri figli a diventare dei serial killer? L’esperta risponde

La donna ha spiegato che “chi è in grado di togliere la vita a qualcuno è spinto da una forza emotiva frutto di un processo lungo e complesso“. Tra questi, in primis spunta come il genitore possa inculcare nel fanciullo i fattori derivanti dall’ambiente circostante. I fattori biologici, il quartiere di nascita e residenza, la scuola, i servizi sanitari e la religione possono concorrere nel processo di crescita dell’individuo, influenzandolo e formandolo per il resto della sua vita.

La dottoressa conferisce maggior accento alla figura genitoriale femminile in quanto, spesso e volentieri, è quest’ultima quella più presente nella quotidianità del pargolo. “Ci rivolgiamo alle madri, semplicemente perché sappiano perché danno priorità ai bisogni del loro bambino, proteggendolo dai danni sia all’interno che all’esterno della famiglia” sostiene la Yardley, fermamente convinta che, più della figura paterna, quella materna concorrerebbe maggiormente nella creazione di un ipotetico “figlio serial killer”.

I tre tipi di madri che potrebbero crescere aspiranti serial killer

A questo punto, la professoressa delinea ben tre tipologie di madri che, ipoteticamente, potrebbero crescere figli potenziali serial killer: anti-madri, super-madri e madri passive.

Secondo l’esperta, le prime potrebbero essere state vittime di abusi e abbandono e sopravvissute ad un’educazione brutale. Non hanno quindi mai avuto modo di vivere in un ambiente considerato “sano”. Non tutte le donne che sperimentano questo stile di vita andranno a ricreare la medesima situazione nei confronti dei figli. C’è, però, una forte probabilità che ciò accada. Molto facilmente, potrebbero trasformarsi da vittime ad aggressori, diventando lo stesso tipo di persona che un tempo disprezzavano.

Le super-madri, invece, provengono da un ambiente familiare di tipo “tradizionale” e tranquillo. Potrebbero aver vissuto situazioni di discriminazione. Ciò però, piuttosto che abbatterle, le avrebbe rese più forti fino a farle apparire una sorta di “madri manager”, rigorose ed in grado di pianificare la vita dei propri figli sotto tutti gli aspetti. Yardley descrive questo tipo di genitore come “i guardiani che tengono a bada il mondo esterno”. Un controllo eccessivo, però, che potrebbe portare ad un fatale comportamento deviante del futuro adulto.

Per quanto riguarda invece le terze ed ultime madri, quelle di tipo passive, queste sono particolarmente timorose per la crescita sociale dei figli. Vivono infatti con la paura che il mondo circostante possa “giudicare” pesantemente questi ultimi.

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Se, quindi, la madre non è in grado di proteggere ed affrontare insieme al bambino il mondo, trasferendogli ansie e fantasmi del proprio passato, potrebbe trasferire in lui un forte senso di agitazione nell’affrontare il mondo circostante che poi sfocerà in frustrazioni che potrebbero diventare anche pericolose in età adulta.

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