“Negozi di giocattoli passino al genere neutro”: basta rosa per bimbe e blu per bimbi [+COMMENTI]

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“Negozi di giocattoli passino al genere neutro”: basta rosa per bimbe e blu per bimbi [+COMMENTI]

| 19/10/2021
Fonte: Pexels Fonte: Commenti Memorabili

Servono negozi di giocattoli che puntino sul genere neutro: l’idea di una ricercatrice

  • L’opinione della professoressa Laura Scholes sta creando dibattito
  • Ha infatti esortato i negozi di giocattoli a passare al genere neutro
  • Di fatto vorrebbe abolire il rosa per le bimbe e il blu per i bimbi
  • Questo in quanto in tal modo si vanno ad indirizzare le scelte lavorative e di studio del loro futuro
  • Secondo la ricercatrice si creano stereotipi impossibili da cancellare

 

Ormai il politically correct sta prendendo piede ovunque e stiamo assistendo ad una vera e propria invasione di richieste più o meno “particolari”. L’ultima in ordine di tempo arriva dall’Australia. Stiamo parlando della proposta della ricercatrice Laura Scholes dell’Australian Catholic University. La donna ha esortato i negozi di giocattoli e le aziende produttrici a passare al genere neutro. Cosa intendiamo? In pratica vorrebbe che si smettesse di usare il rosa per le bimbe e il blu per i bambini, come è consuetudine fare da sempre.

Basta dunque con i prodotti e i layout di genere a suo dire “stereotipati”. La professoressa associata dell’Istituto per le Scienze dell’Apprendimento e l’Educazione degli Insegnanti ha spiegato che “la genderizzazione dei giocattoli e dei prodotti ha dimostrato di dissuadere le ragazze dal proseguire carriere nella scienza, nella tecnologica, nell’ingegneria e nella matematica”. Per avvalorare la sua teoria la ricercatrice ha guidato uno studio che ha coinvolto centinaia di bambini piccoli.

Ecco perché è importante che i negozi di giocattoli puntino sul genere neutro

Abbiamo chiesto loro cosa volessero fare da grandi e perché. Le occupazioni a cui aspirano i ragazzi non sono cambiate di molto negli ultimi vent’anni: vogliono ancora essere sportivi professionisti, fare lavori legati alle scienze naturali oppure entrare nei corpi di polizia o nell’esercito. Le ragazze invece vogliono essere insegnanti, lavorare con gli animali e praticare le arti”. Tutte ambizioni, a detta della Scholes, che i negozi di giocattoli per bambini vanno a rafforzare perché c’è l’assenza del genere neutro. La sua teoria, infatti è già stata abbracciata dall’azienda Lego, la quale ha recentemente annunciato la volontà di eliminare gli stereotipi di genere dai suoi giochi.

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I giochi sono infatti commercializzati per generi diversi e “gli atteggiamenti delle bambine sono già ampiamente plasmati da ciò con cui hanno sempre giocato. Questi stereotipi non sono mai messi in discussione. Per tale motivo è così importante che i giocattoli diventino gender-neutral: una volta che arrivano a scuola è già tardi per far cambiare loro idea”. Voi cosa ne pensate: siete d’accordo o contrari con l’opinione della professoressa australiana?

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