Scienziato afferma: “Siamo sull’orlo di un’estinzione di massa”

Commenti Memorabili CM

Scienziato afferma: “Siamo sull’orlo di un’estinzione di massa”

| 12/01/2022
Fonte: Pixabay

Stando a quanto dichiarato da uno scienziato del MIT, è “in programma” un’estinzione di massa

  • Le estinzioni di massa spesso sono correlate al ciclo del carbonio
  • Quest’ultimo è un sistema complesso incentrato su un ciclo tra fotosintesi e respirazione
  • Il carbonio è un elemento cruciale nei composti biologici
  • Troppo carbonio però può modificare drasticamente il ciclo
  • Mentre la crisi climatica è un evento riconducibile agli ultimi anni, le estinzioni di massa avvengono già da millenni

 

Il Pianeta Terra porta le cicatrici dell’odierna crisi climatica. Gli incendi devastano le foreste, gli uragani distruggono le coste, le inondazioni sommergono gli isolati delle città e intere specie scompaiono. Tuttavia, sotto lo strato superficiale delle rocce del Pianeta Terra, si celano prove inconfutabili di catastrofi del passato ancora più gravi.

Daniel Rothman, professore di geofisica presso il Massachusetts Institute of Technology, crede che potremmo avvicinarci ad un’ennesima calamità naturale ancora più disastrosa delle precedenti: la sesta estinzione di massa del Pianeta.

Come sostiene lo studioso, l’incredibile quantità di carbonio che gli esseri umani stanno pompando nell’atmosfera e negli oceani potrebbe presto superare una soglia che scombinerà il ciclo del carbonio. Com’è risaputo, quest’ultimo regola la quantità di anidride carbonica che viene immessa nell’atmosfera.

In passato, tali effetti hanno coinciso con una serie di estinzioni di massa davvero catastrofiche. Inoltre, mentre la crisi climatica è un evento riconducibile agli ultimi anni, le estinzioni di massa avvengono già da millenni.

Ogni volta che si è verificato un evento importante nella storia dell’umanità, quest’ultimo combaciava anche con una grande perturbazione ambientale. Solitamente questi avvenimenti tendono a accadere insieme“, ha spiegato Rothman.

Le perturbazioni di cui parla l’esperto sono associate alle destabilizzazioni del ciclo del carbonio. Quest’ultimo è frutto di un sistema complesso incentrato su un meccanismo tra fotosintesi e respirazione.

Cosa comporta l’eccesso di carbonio nell’atmosfera?

Il carbonio è un elemento cruciale nei composti biologici e un componente importante in molti minerali e solitamente entra nell’atmosfera come anidride carbonica quando bruciamo carburante.

Un eccesso di carbonio può modificare drasticamente il ciclo carbonio-ossigeno, sconvolgendo così l’intero sistema. Inoltre, quattro dei cinque eventi di estinzione di massa passati sembrano essere associati ad un aumento del tasso di cambiamento del ciclo del carbonio.

Rothman ha spiegato che, prendendo in considerazione una tempistica di 10.000 anni, ciò che conta è la velocità con cui il carbonio viene rilasciato nell’atmosfera. Lo stesso vale per un lasso di tempo relativamente più breve (circa uno o due secoli).

Lo scienziato ha preso come esempio l’acqua per far comprendere appieno il suo ragionamento scientifico. Se quest’ultima esce dal rubinetto della vasca più velocemente di quanto non scenda nello scarico, alla fine la stanza si allagherà. Ora immaginiamo di aprire una manichetta antincendio nella vasca da bagno per alcuni secondi. Gran parte del liquido non finirebbe nello scarico, causando così un allagamento.

Ciò dimostra che stiamo aggiungendo carbonio nell’atmosfera molto più velocemente rispetto agli eventi geologici passati su una scala temporale più breve.

Leggi anche: Brasile: trecento zattere invadono il Rio Madeira alla ricerca dell’oro

Rothman ha inoltre calcolato che la soglia critica per il carbonio nell’Oceano è di circa 300 gigatonnellate (300.000.000.000 tonnellate) in un secolo e, al momento, siamo sulla buona strada per raggiungere le 500 gigatonnellate (500.000.000.000 tonnellate) entro il 2100.

Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend