In Sri Lanka i bus vengono “affondati” in mare, ma per il bene dei pesci

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In Sri Lanka i bus vengono “affondati” in mare, ma per il bene dei pesci

| 06/08/2021

Un progetto in Sri Lanka prevede il posizionamento di bus sul fondo del mare, in modo che diventino delle “case” per i pesci

  • In Sri Lanka c’è un nuovo progetto per ripristinare gli ecosistemi marini
  • I relitti di vecchi bus vengono “affondati” in mare e posizionati a diverse profondità
  • Diventano così delle nuove “case” per pesci e specie marine e ne favoriscono la riproduzione
  • Prima di essere posizionati sul fondo marino vengono puliti da ogni agente inquinante
  • Il progetto serve ad agevolare anche il turismo subacqueo del paese
  • I pescatori indiani si sono opposti perché i relitti non gli permettono di calare le reti

 

Cosa fare di decine di autobus vecchi e dismessi? In Sri Lanka hanno pensato di “affondarli” in mare e “riutilizzarli” come case per le specie marine. Non si tratta di una piratesca azione d’inquinamento. Il progetto riguarda il ripopolamento delle zone marine ed i bus, posizionati nei fondali a diverse profondità hanno il compito di agevolare il ripristino di ecosistemi, favorendo la riproduzione dei pesci. Il progetto è guidato dal DFAR, Dipartimento della pesca e delle risorse marine dello Sri Lanka. Avviato nel 2020, fino ad oggi ha portato al posizionamento di circa 60 autobus nei fondali marini del paese.

I bus sono stati adeguatamente trattati, puliti da qualsiasi traccia di combustibile o olio e sverniciati completamente, al fine di evitare ogni forma di inquinamento per i pesci e le acque. L’idea è nata anche dal fatto che i fondali dello Sri Lanka per morfologia non hanno zone in grado di ospitare la riproduzione di così tanta vita, se non per alcuni scheletri di navi affondate che con il passare degli anni si sono trasformate in delle barriere coralline artificiali. Da qui la pensata di agevolare lo stesso meccanismo usando i vecchi autobus.

L’opposizione dei pescatori indiani al progetto

Inoltre, il progetto potrebbe anche favorire il turismo subacqueo a lungo andare. Infatti, sono migliaia i sub e gli amanti dei fondali che si lanciano in escursioni ed esplorazioni in profondità, specialmente nei pressi di relitti come navi o vecchi mezzi di trasporto. Oltre agli autobus, c’è in programma di allargare il progetto “affondando” anche vecchi pescherecci dismessi, container, vagoni ferroviari che a terra non hanno alcuno scopo o vantaggio.

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Se da una parte l’iniziativa ha riscosso successo tra i biologi marini locali e parte della popolazione, non la pensano allo stesso modo diversi pescatori indiani. Questi, si sono lamentati, in quanto il progetto limita le loro possibilità di pesca. I relitti, infatti, gli impediscono di calare le reti in alcune aree, in quanto finiscono impigliate sugli autobus. Questo causa conseguenti rischi anche per l’equilibrio dei nascenti ecosistemi.

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