Usanze vichinghe: donare un gattino alla futura sposa

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Usanze vichinghe: donare un gattino alla futura sposa

| 09/07/2019
Usanze vichinghe: donare un gattino alla futura sposa

I felini analizzati provenivano da oltre 30 siti diversi sparsi in varie zone del mondo: Europa, Africa e Medio Oriente. Ad illustrare le deduzioni che gli scienziati hanno fatto sulla base delle analisi effettuate è stata Eva-Marie Geigl. La Geigl è genetista presso l’Institut Jacques Monod in Francia ed ha esposto le sue tesi con molto calore, facendo sospettare che – in fondo in fondo – dietro la dura scorza di scienziata si celi una fervente gattara.

La novità rispetto a quanto pensato fino a questo innovativo studio è che i gatti hanno seguito non un’unica linea evolutiva, ma due. La prima è quella che – più o meno – consociamo tutti. Quando le comunità umane hanno cominciato a coltivare il grano e ad immagazzinarlo, hanno avuto la necessità di difenderlo dall’attacco dei topi. Ergo, hanno adottato i gattini al fine di dare la caccia ai roditori.

C’è però anche un’altra storia da raccontare, quella che parte circa 2000 anni dopo l’avvento dell’agricoltura. A questo punto si nota una scissione tra il DNA dei gatti egizi e quelli africani ed euroasiatici. Si è notato dunque che il DNA di alcuni gatti ritrovati in Egitto è identico a quello di altri felini rinvenuti invece in Turchia, Bulgaria e nell’Africa sub-sahariana. Questo fatto non si può spiegare che in un solo modo: che questi animali abbiano viaggiato per mare.

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