Vince 223 milioni al Superenalotto, la moglie separata ne vuole metà: “Comunione dei beni”

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Vince 223 milioni al Superenalotto, la moglie separata ne vuole metà: “Comunione dei beni”

| 14/10/2026
Fonte: Pexels

La fuga di notizie tra gli amici e la doccia fredda della separazione non legalizzata

  • Un impiegato di banca ha vinto la cifra record di 223,2 milioni di euro al Superenalotto
  • A causa delle confidenze fatte agli amici la notizia è trapelata
  • La moglie separata, che vive a Frosinone e non ha mai concluso l’iter legale del divorzio, è venuta a sapere della vincita e ha fatto valere il regime di comunione dei beni ancora attivo tra i coniugi
  • Gli avvocati della donna hanno richiesto formalmente il 50% dell’incasso netto oppure, in alternativa, un assegno di mantenimento mensile di 8000 euro o una somma una tantum pari a 80 milioni di euro
  • Il misterioso vincitore ha preso tempo e non si è presentato ancora per riscuotere il premio milionario
  • La giurisprudenza della Cassazione stabilisce che le vincite rientrano nella comunione legale fino al termine della separazione

 

La regola aurea di ogni scommettitore seriale dovrebbe essere quella di mantenere il silenzio assoluto dopo aver sbancato il banco, ma il misterioso bancario protagonista di questa favola moderna non ha saputo resistere alla tentazione di vantarsi con la stretta cerchia degli amici. Grazie a una schedina da 5 euro giocata a Oggiono, in provincia di Lecco, il fortunato giocatore si è portato a casa la bellezza di 223,2 milioni di euro durante l’estrazione dell’11 settembre 2026.

Purtroppo per lui, le confidenze fatte agli amici hanno fatto rapidamente il giro del web fino ad arrivare a Frosinone, dove la moglie separata è tornata a vivere dai genitori. Nonostante i due vivano a oltre 600 chilometri di distanza da tempo, la coppia non ha mai formalizzato la separazione davanti a un giudice, mantenendo intatto quel regime di comunione legale dei beni sottoscritto nell’aprile del 2023.

L’aut aut legale tra assegni da capogiro e la giurisprudenza della Cassazione

Mentre il vincitore temporeggia e non si fa ancora vivo per incassare la vincita netta stimata intorno ai 179 milioni di euro, la moglie ha deciso di passare all’azione tramite i suoi legali. La donna è intenzionata a chiudere definitivamente la pratica avviando una negoziazione assistita, ma pretendendo un compenso adeguato alla portata storica dell’evento economico.

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Le richieste presentate comprendono un assegno di mantenimento mensile pari a 8000 euro oppure, in alternativa, una soluzione una tantum di 80 milioni di euro contanti, cifra comunque inferiore al 50 percento del bottino totale a cui avrebbe diritto per legge. La giurisprudenza della Cassazione del resto non lascia grandi margini di interpretazione, stabilendo che le vincite alle lotterie rientrano a pieno titolo nella comunione coniugale finché l’iter giudiziale della separazione non risulta ufficialmente concluso.

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