Il vomito di maiale permette di risolvere il mistero secolare della scoperta di un meteorite marziano

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Il vomito di maiale permette di risolvere il mistero secolare della scoperta di un meteorite marziano

| 15/11/2022
Fonte: Pexels

Tutto merito della vomitossina

  • Un meteorite proveniente da Marte era finito nel dimenticatoio
  • Tuttavia la dottoressa Aine O’Brien ha trascorso gli ultimi due anni a indagare sulle origini di questa roccia spaziale
  • Ha risolto il mistero grazie a una sostanza chimica velenosa che fa ammalare i maiali
  • Il meteorite Lafayette è atterrato sulla Terra 100 anni fa e si ritiene che sia responsabile di un’epidemia fungina
  • È emerso che conteneva vomitossina, prodotta da un fungo che cresce sulle colture di cereali e che può far vomitare molti animali, compresi gli esseri umani e soprattutto i maiali

 

Un meteorite proveniente da Marte è finito nel dimenticatoio del dipartimento di biologia di un’università, finché il lavoro investigativo di una scienziata non ha permesso di identificare il suo scopritore. La dottoressa Aine O’Brien ha infatti trascorso gli ultimi due anni a indagare sulle origini della roccia spaziale ed ha risolto il mistero grazie a una sostanza chimica velenosa che fa ammalare i maiali. La O’Brien, geochimica organica ambientale e planetaria presso l’Università di Glasgow, stava facendo ricerche su quello che è stato ribattezzato meteorite Lafayette, atterrato sulla Terra 100 anni fa.

Si ritiene che sia responsabile di un’epidemia fungina che ha devastato l’agricoltura dell’Indiana negli anni Venti. La dottoressa O’Brien ha dichiarato che il nome della persona che ha scoperto l’oggetto misterioso è stato perso nella storia, fino a quando non ha fatto un po’ di lavoro investigativo ed è riuscita a restringere il campo. “Si tratta di un meteorite proveniente da Marte, molto raro” ha spiegato. Sapeva che l’oggetto era stato raccolto subito dopo l’atterraggio, perché non era stato sottoposto a una forte erosione da parte degli elementi.

La O’Brien ha ottenuto un lungo elenco di centinaia di composti chimici diversi

Le condizioni incontaminate del meteorite hanno permesso alla dottoressa O’Brien di analizzarne la composizione: “Abbiamo ottenuto un lungo elenco di centinaia di composti chimici diversi. Era la fine di marzo del 2020, quindi non avevo niente di meglio da fare che scorrere l’elenco. La maggior parte di essi aveva nomi lunghissimi e noiosi, ma uno si chiamava vomitossina e mi sembrava interessante, così ho iniziato a indagare”. La vomitossina è prodotta da un fungo che cresce sulle colture di cereali e può far vomitare molti animali, compresi gli esseri umani e soprattutto i maiali.

La dottoressa O’Brien ha scoperto che nel 1919 e nel 1927 c’erano stati dei focolai di questo fungo nella contea di Tippecanoe, nell’Indiana. In entrambi gli anni erano state avvistate delle meteore nella zona. Ha dunque usato questi avvistamenti per capire esattamente chi avesse scoperto il meteorite marziano. Tutto ciò che sapeva era che uno studente di colore aveva trovato l’oggetto. “C’era un’assistente alla Purdue University, la dottoressa Marissa Tremblay, che conoscevo perché lavorava a Glasgow. L’ho contattata su Twitter e insieme al bibliotecario dell’università abbiamo iniziato a fare un po’ di lavoro investigativo”.

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Ci sono quattro nomi in lizza

Gli archivisti della Purdue University hanno setacciato gli annuari dell’università per trovare gli studenti di colore iscritti all’epoca. C’erano solo quattro nomi in lizza. Tre di loro, Julius Lee Morgan, Clinton Edward Shaw e Hermanze Edwin Fauntleroy, erano iscritti alla Purdue nel 1919. Il quarto uomo, Clyde Silance, era alla Purdue nel 1927. Il meteorite di Lafayette però è stato catalogato nel dipartimento di biologia dell’Università di Purdue solo nel 1929, quindi è probabile che rimanga sconosciuto chi dei quattro abbia effettivamente trovato l’oggetto.

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