Come si informano i giovani? I social battono i media tradizionali

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Come si informano i giovani? I social battono i media tradizionali

| 20/05/2026
Fonte: Pexels

Dai telegiornali ai feed: come cambia la dieta informativa dei 18-24enni

  • I giovani tra 18 e 24 anni si informano soprattutto tramite TikTok, Instagram e YouTube, con un passaggio netto dai media tradizionali ai social
  • Il 39% usa i social come principale fonte di notizie, mentre diminuiscono siti di news, televisione e stampa rispetto al passato
  • Le notizie vengono spesso trovate in modo incidentale, soprattutto durante lo scrolling (40%), più che cercate direttamente
  • Cresce il ruolo dei creators digitali, seguiti più dei brand giornalistici, e aumenta l’uso dell’intelligenza artificiale per accedere e riassumere le news
  • Una parte dei giovani si sente poco rappresentata dai media e mostra un interesse inferiore alle notizie rispetto alle generazioni più adulte

 

Il nuovo rapporto del Reuters Institute racconta una trasformazione ormai evidente: i giovani tra i 18 e i 24 anni hanno rivoluzionato la loro dieta informativa, spostandosi in massa verso i social. Oggi il 39% si informa principalmente su piattaforme come TikTok, Instagram e YouTube, contro il 21% del 2015, mentre i media tradizionali perdono terreno in modo costante.

Le piattaforme più usate per le notizie sono Instagram (30%), YouTube (23%), e X (20%), mentre Facebook crolla dal 53% al 16%. In parallelo diminuiscono anche i siti di news (dal 36% al 24%), la televisione (dal 28% al 21%) e gli altri canali classici dell’informazione.

Social first: la nuova porta d’ingresso alle notizie

Il rapporto evidenzia che solo il 14% dei giovani accede alle notizie andando direttamente su un sito o un’app, segno che l’informazione oggi arriva soprattutto in modo incidentale. Il 40% scopre le news mentre scorre i social, mentre il 26% le intercetta tramite i motori di ricerca. La fruizione quotidiana resta alta: il 64% dei giovani legge notizie ogni giorno, ma spesso senza una ricerca attiva, immerso nello scrolling continuo che mescola intrattenimento e informazione.

Un altro dato chiave riguarda il peso dei contenuti personali: i giovani mostrano maggiore attenzione verso i creators digitali (51%) rispetto ai brand giornalistici tradizionali (39%). L’informazione diventa così più narrativa, frammentata e legata agli algoritmi delle piattaforme. Questo cambia anche il modo in cui si costruisce la fiducia: non è più solo il marchio della testata a contare, ma la figura che racconta la notizia e la sua capacità di farsi seguire nel flusso dei feed.

Intelligenza artificiale e distanza dai media tradizionali

Il rapporto segnala anche un’apertura crescente verso l’intelligenza artificiale: il 15% dei 18-24enni la usa per accedere alle news almeno una volta a settimana, contro il 3% degli over 55. Inoltre, il 43% ha un atteggiamento positivo verso il giornalismo assistito dall’AI. L’AI viene vista utile dal 48% per spiegare notizie complesse e dal 43% per riassumerle, segno che la mediazione tecnologica è ormai parte dell’esperienza informativa quotidiana.

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Accanto alla tecnologia emerge però una sensazione di distanza dai media: il 31% dei giovani ritiene di non essere adeguatamente rappresentato, mentre il 32% mette in dubbio l’idea di neutralità su temi come clima e razzismo. Solo il 35% dichiara forte interesse per le notizie, contro il 52% degli over 55. Le preferenze restano diverse anche nei contenuti: i ragazzi guardano più a scienza e tecnologia, mentre le ragazze si concentrano maggiormente su salute mentale e benessere, segnando una frattura di interessi che riflette una generazione sempre più frammentata anche nell’informazione.

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