Chiudere una mail nell’open space costa un patrimonio di energie: la scienza conferma lo stress da ufficio aperto
- Uno studio della Universitat Politècnica de València ha monitorato con elettroencefalogramma l’attività cerebrale di 26 persone al lavoro
- La ricerca dimostra che lavorare in un open space aumenta progressivamente il carico mentale e lo sforzo di concentrazione rispetto a una work pod insonorizzata
- Le continue interferenze visive, i passaggi di colleghi e il rumore di fondo costringono il cervello a un lavoro extra invisibile per ignorare le distrazioni
- Esiste una forte variabilità individuale nella risposta allo stress da ufficio, smentendo l’idea che chiunque possa abituarsi al caos con la sola forza di volontà
- Gli esperti suggeriscono di alternare aree aperte per la collaborazione a spazi isolati o cabine insonorizzate per tutelare l’attenzione e ridurre la fatica cognitiva
Se arrivati a fine giornata vi sentite come se aveste scalato l’Everest invece di compilare semplici fogli di calcolo, la colpa potrebbe non essere della vostra scarsa forza di volontà. La responsabilità risiede spesso nell’architettura degli uffici in open space, veri e propri gironi danteschi moderni dove il collega che parla al telefono senza cuffie e le persone che vi camminano alle spalle prosciugano le vostre riserve mentali. A confermarlo è una ricerca della Universitat Politècnica de València, che ha analizzato l’attività cerebrale tramite elettroencefalogramma (EEG) su ventisei partecipanti intenti a leggere, scrivere o ascoltare.
I ricercatori hanno messo a confronto le reazioni dello stesso cervello in due contesti differenti: la classica grande sala condivisa e una work pod insonorizzata, ovvero una piccola cabina isolata. Dai dati è emerso che nell’ufficio aperto l’attivazione cerebrale aumenta con il passare del tempo, poiché la mente deve reclutare costantemente nuove energie per restare sul pezzo. Al contrario, all’interno della cabina isolata l’impegno corticale diminuisce, dimostrando che svolgere il medesimo compito richiede un costo invisibile decisamente inferiore se ci si protegge dal caos.
La fatica invisibile del cervello: perché abituarsi al caos è una pura illusione
Il problema principale risiede nel fatto che il cervello umano registra ogni singolo movimento o rumore di fondo prima ancora che ce ne rendiamo conto. Filtrare le telefonate dei vicini di scrivania o la sensazione di essere perennemente osservati richiede uno sforzo cognitivo continuo, che a fine giornata si trasforma in quella tipica stanchezza granulare e nervosa. Inoltre, la ricerca ha evidenziato una forte variabilità individuale, dimostrando come non tutti tollerino il caos allo stesso modo e smentendo il mito del lavoratore indistruttibile capace di rendere in qualsiasi contesto.
Leggi anche: Più smart working equivale a più figli: lavorare da casa fa crescere anche le culle
Ovviamente gli autori dello studio invitano alla cautela data la dimensione ridotta del campione, ma l’indicazione appare chiarissima: la concentrazione vive nello spazio e non soltanto nella testa. La soluzione non consiste nel demonizzare il confronto tra colleghi, ma nel progettare ambienti equilibrati capaci di offrire spazi isolati per la concentrazione, zone per le chiamate e aree aperte per la collaborazione. Dopotutto, la vera fatica quotidiana in ufficio non sta quasi mai nel lavoro in sé, ma in tutto ciò che dobbiamo disperatamente ignorare per riuscire a finirlo.

La redazione di commentimemorabili.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su commentimemorabili.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
- https://www.greenme.it/lifestyle/lavoro-e-ufficio/gli-open-space-mettono-a-dura-prova-il-nostro-cervello-lo-studio-spagnolo-che-lo-dimostra-una-volta-per-tutte/
- https://www.mdpi.com/2075-5309/16/1/176
- https://www.researchgate.net/publication/399264986_Temporal_Trajectories_in_EEG-Based_Mental_Workload_Effects_of_Workspace_Type
developed by Digitrend