Le femmine dell’America occidentale fanno a meno dei partner, conservando però intatti meccanismi genetici ormai inutilizzati
- Gli insetti stecco del genere Timema si riproducono per partenogenesi nell’America occidentale da oltre 1 milione di anni
- La ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences ha analizzato i rarissimi maschi nati in queste colonie femminili
- I meccanismi di compensazione del dosaggio genico sono risultati perfettamente integri e funzionanti nonostante l’inutilizzo prolungato
- Anche in Italia esistono popolazioni del genere Bacillus composte esclusivamente da femmine capaci di riprodursi in autonomia
- Il caso dimostra che la riproduzione asessuata può persistere per tempi evolutivi lunghissimi smentendo vecchi teoremi biologici
Chi l’ha detto che per mandare avanti la specie serva necessariamente un partner? Nell’America occidentale alcune popolazioni di insetti stecco appartenenti al genere Timema hanno deciso di fare del tutto a meno della presenza maschile, riproducendosi per partenogenesi da oltre 1 milione di anni. Questo processo biologico permette alle femmine di generare figli senza che le uova vengano fecondate, rappresentando uno dei casi più longevi dell’intero mondo animale. Non si tratta comunque del record assoluto: un minuscolo acaro chiamato Platynothrus peltifer riesce nell’impresa di ignorare l’altro sesso da ben 20 milioni di anni.
Nel genere Timema almeno 5 specie hanno sviluppato questa capacità in maniera autonoma e indipendente, con origini risalenti a quasi 2 milioni di anni fa. Il fenomeno non è comunque un’esclusiva americana, poiché anche in Italia sono molto diffuse popolazioni del genere Bacillus composte solo da esemplari femminili. Andare a letto con qualcuno richiede tempo ed energie, perciò la riproduzione asessuata offre il vantaggio pratico di generare discendenza senza dover cercare un compagno. La strategia comporta però una drastica riduzione della variabilità genetica, esponendo in teoria le popolazioni al rischio di estinzione di fronte a nuove malattie.
Lo studio sui rarissimi maschi e il mistero della compensazione genica
Per fare luce su questa complessa storia evolutiva, uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences condotto da Salvatore Ferraro ha analizzato i rarissimi individui maschili che nascono sporadicamente in queste colonie. Gli scienziati volevano verificare cosa accada alle funzioni biologiche inutilizzate da secoli. Negli organismi con cromosomi diversi esistono infatti meccanismi di compensazione del dosaggio genico che regolano l’attività del cromosoma X. Nelle specie partenogenetiche si ipotizzava che tali processi fossero ormai completamente scomparsi o degradati.
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La ricerca ha invece rivelato una realtà del tutto inaspettata: nei rari individui analizzati i sistemi di compensazione genica sono risultati perfettamente funzionanti. L’evoluzione dimostra così di non eliminare automaticamente una funzione biologica solo perché non serve più da tempo. La permanenza della partenogenesi per periodi così lunghi mette fortemente in discussione l’idea che fare l’amore sia l’unica strada vincente per la sopravvivenza a lungo termine. La natura continua a mostrare una flessibilità sorprendente, dimostrando che non esistono regole fisse per garantire la continuità della vita.

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- https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2531501123
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42455664/
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