Clelia lavora da molti anni come segretaria presso uno studio di psicoterapia, occupandosi principalmente di gestire e coordinare gli appuntamenti e le sedute dei pazienti per conto dello psicologo per cui presta servizio. La nostra fan racconta che poco fa una delle pazienti dello studio l’ha contattata in privato tramite WhatsApp sul cellulare aziendale, strumento che l’amica utilizza esclusivamente per fissare le sessioni terapeutiche. La paziente, di cui la follower non rivela il nome per ragioni di privacy, le ha posto una domanda che Clelia definisce scioccante. La nostra fan riferisce di essersi rifiutata fin da subito di soddisfare la richiesta, mantenendo un atteggiamento professionale, ma più rifiutava e più la paziente insisteva, fino a una degenerazione totale della conversazione.




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