Le notifiche sul cellulare rallentano il cervello per 7 secondi

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Le notifiche sul cellulare rallentano il cervello per 7 secondi

| 20/07/2026
Fonte: Pexels

Notifiche smartphone e attenzione: lo studio che misura il “costo mentale” di 7 secondi

  • Uno studio mostra che le notifiche dello smartphone interrompono la concentrazione per circa sette secondi
  • La distrazione dipende più dalla frequenza di controllo del telefono che dal tempo totale di schermo
  • Le notifiche attivano meccanismi cognitivi legati a attenzione, abitudine e rilevanza personale
  • Anche brevi interruzioni ripetute molte volte al giorno riducono produttività e focus
  • Le abitudini digitali frammentate sono più impattanti del semplice tempo di utilizzo

 

Ogni volta che arriva una notifica sullo smartphone, il cervello interrompe quello che sta facendo. Secondo una ricerca pubblicata su Computers in Human Behavior, questa interruzione dura in media circa sette secondi di perdita di concentrazione, anche quando non si interagisce realmente con il telefono.

Non è il tempo totale passato sullo schermo a pesare di più, ma la frequenza con cui si controlla il dispositivo e il numero di notifiche ricevute. In altre parole, non conta quanto si usa il telefono, ma quanto spesso lo si lascia entrare nella propria attenzione.

Come il cervello reagisce alle notifiche

Lo studio ha cercato di capire perché una semplice notifica riesca a catturare così facilmente l’attenzione. I ricercatori hanno individuato tre possibili meccanismi: la salienza visiva improvvisa, le abitudini apprese nel tempo e la rilevanza personale del messaggio.

Per testare questi fattori, i partecipanti sono stati sottoposti a un compito cognitivo complesso mentre sullo schermo comparivano notifiche simulate. In alcuni casi sembravano messaggi personali, in altri notifiche neutre o addirittura sfocate, così da isolare il ruolo della sola distrazione visiva.

Il test e la distrazione misurata in laboratorio

Durante il cosiddetto Stroop task, i partecipanti dovevano riconoscere il colore di una parola ignorandone il significato, un esercizio che richiede forte concentrazione. Le notifiche interrompevano questo processo, rallentando i tempi di risposta in modo costante.

La ricerca ha mostrato che la distrazione avviene in tutti i casi, ma è più intensa quando la notifica sembra personale. La rilevanza emotiva del messaggio aumenta infatti il tempo di recupero dell’attenzione e la difficoltà a tornare al compito principale.

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Il vero problema non è il tempo sullo schermo

Un dato interessante emerso dallo studio è che il tempo totale trascorso sullo smartphone non è il miglior indicatore della distrazione. Più importanti risultano invece il numero di notifiche giornaliere e la frequenza con cui si controlla il telefono. Chi ha abitudini digitali frammentate sperimenta interruzioni più frequenti e quindi un maggiore impatto sulla concentrazione. Anche se ogni singola distrazione dura pochi secondi, la loro somma durante la giornata può diventare significativa per la produttività e il mantenimento dell’attenzione.

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