I film scritti da donne rendono di più, ma i budget più alti continuano a escludere le registe
- L’analisi considera 199.656 film usciti tra il 1994 e il 2023
- Il confronto economico riguarda 4.245 film con dati su budget e incassi
- I film con almeno una sceneggiatrice e nessuna regista hanno un rendimento mediano superiore del 25% rispetto a quelli senza donne nei due ruoli
- Nessun film diretto da una donna compare nell’1% dei budget più alti del campione economico
- I dati mostrano un’associazione: non dimostrano che assumere una sceneggiatrice faccia aumentare gli incassi
Un film con almeno una donna alla sceneggiatura e nessuna alla regia riceve, nel campione esaminato, un budget simile a quello di un film senza donne in entrambi i ruoli. Poi arriva il risultato al botteghino: il rendimento mediano è più alto del 25%. Se invece una donna dirige il film, entrare nella fascia dei finanziamenti maggiori diventa molto più raro. Pare che i numeri sappiano leggere i titoli di coda meglio di chi assegna i budget.
La conclusione viene da uno studio pubblicato su Frontiers in Communication da Anja G. Huwiler, ricercatrice della Johannes Gutenberg University di Magonza. Ha analizzato i crediti di 199.656 lungometraggi usciti nel mondo tra il 1994 e il 2023. Per confrontare budget e incassi ha usato un gruppo più ristretto di 4.245 film, in prevalenza produzioni cinematografiche statunitensi per le quali erano disponibili dati economici verificabili.
Quanto rendono i film scritti da donne
Nel gruppo con dati finanziari, i 752 film che avevano almeno una sceneggiatrice e nessuna regista presentavano un budget mediano di 41,4 milioni di dollari, contro i 39,2 milioni dei film senza donne accreditate nei due ruoli. A fronte di investimenti vicini, il rendimento mediano era rispettivamente di 1,10 e 0,88: una differenza del 25%. Anche la differenza tra incassi al botteghino e budget di produzione risultava più alta, con mediane di 35,9 e 26,8 milioni di dollari. Sono cifre riportate in dollari del 2023.
Qui la parola «profitto» va maneggiata con cura. Il calcolo dello studio sottrae il budget di produzione dagli incassi cinematografici mondiali. Non comprende le spese di marketing e distribuzione, né i ricavi da streaming e altri canali: non è quindi il guadagno netto che uno studio cinematografico metterebbe a bilancio.
I dati sui crediti e sulle valutazioni provengono dai dataset pubblici di IMDb; quelli economici da The Numbers. Huwiler ha diviso i film in quattro gruppi: almeno una donna alla regia, almeno una alla sceneggiatura, donne in entrambi i ruoli e nessuna donna nei due ruoli. La presenza di una donna non significa, dunque, che l’intera sceneggiatura sia stata scritta da lei.
Il vantaggio osservato per il gruppo con una sceneggiatrice si riduce, ma rimane nell’analisi che tiene conto del genere cinematografico e dell’anno di uscita. Non basta comunque per dire che sia stata la sceneggiatrice a causare quel rendimento: i progetti possono differire anche per distribuzione, promozione e altre scelte produttive.
I soldi alla regia
I film con donne sia alla regia sia alla sceneggiatura avevano un budget mediano di 19,9 milioni di dollari, circa la metà dei 39,2 milioni assegnati ai film senza donne nei due ruoli. Il loro rendimento mediano, però, era quasi identico: 0,89 contro 0,88. Nella fascia dell’1% dei budget più alti del campione economico, composta da 44 film, non compariva alcuna produzione con una donna alla regia. Cinque avevano almeno una sceneggiatrice.
C’è anche un risultato meno comodo da infilare in uno slogan. Gli 83 film con almeno una regista e nessuna sceneggiatrice avevano, nel confronto diretto, il rendimento mediano più basso dei quattro gruppi: 0,44. Si tratta però del gruppo più piccolo tra quelli con dati economici; nell’analisi corretta per genere e anno, la differenza rispetto ai film senza donne nei due ruoli non risultava statisticamente significativa. Da questi dati non si può ricavare una graduatoria del talento alla regia.
Sul totale dei 199.656 film, il 73,8% non riportava donne né alla regia né alla sceneggiatura. La partecipazione è cresciuta lentamente nel periodo esaminato e lo studio non rileva un’accelerazione duratura dopo il 2017, anno in cui il movimento #MeToo ha acquisito grande visibilità.
L’autrice segnala anche due limiti che incidono sulla lettura dei risultati. Il genere delle persone accreditate è stato dedotto statisticamente dai nomi, un metodo meno affidabile per alcune tradizioni linguistiche. Inoltre, i film con budget e incassi pubblicamente disponibili tendono a essere produzioni cinematografiche più grandi: il cinema indipendente è meno rappresentato.
Rimane un dato piuttosto concreto: nel segmento commerciale documentato dallo studio, i film con una sceneggiatrice ottengono buoni rendimenti, mentre quelli diretti da donne quasi scompaiono quando i budget salgono. Per capire perché vengono finanziati così, servirebbe guardare anche alle decisioni prese prima che le telecamere si accendano.

La redazione di commentimemorabili.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su commentimemorabili.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
- https://www.frontiersin.org/journals/communication/articles/10.3389/fcomm.2026.1838492/full
- https://developer.imdb.com/non-commercial-datasets/
- https://www.the-numbers.com/
developed by Digitrend